«Gli americani comprano, De Rossi non si vende»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista) Le dichiarazioni di Franco Baldini su Francesco Totti: c’è stata le mediazione col capitano? Come è la situazione?

Non mi aspettavo questa domanda (ride). Non farò mediazione, il rapporto tra Baldini e Totti non deve essere mediato: loro assieme a Capello sono state le architravi dell’ultimo scudetto della Roma, sono loro che hanno dato un contributo significativo e sostanziale all’affermazione di questa società. Non credo che né l’uno né l’altro meritino un mediatore. Con Totti parlerò come parlerò con altri calciatori. In parte ci ho già parlato, perché si sta costruendo un rapporto molto facile tra noi, con un nostro linguaggio tacito. Non sarò mediatore di questa situazione, Franco ha voluto dire delle cose, che io condivido tra l’altro, perché sono alcune delle cose per le quali sono stato scelto e ho accettato per venire qui: la costruzione di un progetto che abbia certi requisiti. Una società che lavori in una certa direzione, che mi trova totalmente allineato. Poi nell’intervista viene fuori un aggettivo piuttosto che un altro e le situazioni possono degenerare. Ma Totti e Baldini sanno come risolvere quello che credo sia un problema minimale e non ci sarà bisogno di mediare.

 

Menez ha salutato i compagni, l’operazione porterà a Stekelenburg? Beh, uno è un trequartista, l’altro un portiere (ride). No, capisco la domanda, abbiamo rastrellato un po’ di soldi per reinvestirli, ma la società non ha bisogno di finanziarsi in questa maniera. Si fanno delle scelte e si ottemperano gli impegni. Menez è stata una scelta devo dire dolorosa, oltretutto devo usare il condizionale, visto che non è stato ancora ceduto. Gli ho dato io la facoltà di allontanarsi dal ritiro per raccogliere le idee e anche per incontrare quella che ptorebbe essere la nuova società. Dobbiamo ancora firmare i contratti, è una cosa molto probabile ma non ancora chiusa. La società è il PSG, ma non c’è attinenza con l’altra operazione.

Stekelenburg? E’ il portiere dell’Ajax.

Domani Lucci incontrerà il Manchester United per discutere il futuro di Vucinic. La sua partenza è probabile, ci sarà un’accelerazione nei prossimi giorni? Non credo ci saranno accelerazioni, ieri ho visto Vucinic fare delle cose… Ho già parlato con un grande allenatore interessato alle prestazioni di Mirko qualche minuto fa e gli ho detto che temo non potrà prenderlo, visto che ieri lo ho visto fare delle giocate che appagano totalmente il mio senso estetico del calcio, anzi anche quello della concretezza. Vucinic potrebbe essere un’operazione dolorosa come quella di Menez. Menez mi spiace non averlo gestito personalmente, non perché io sia un taumaturgo, né un medico degli afflitti, sempre ammesso che Menez sia stato un po’ represso nella Roma. Ma mi dispiace veramente e molto non aver potuto lavorare con lui, mi sarebbe piaciuto aiutarlo a ricostruire se stesso calcisticamente, professionalmente. Lo stesso discorso si estende a Vucinic, stiamo parlando di calciatori molto forti, sono stati bravi quelli che li hanno scelti e presi qualche anno fa. E’ probabile che se ne vadano. Menez andrà via quasi certamente, Vucinic è una possibilità concreta. Cercheremo di sostituirlo nel migliore dei modi. Posso parlare liberamente al di fuori delle domande? Io avevo chiesto al nostro ufficio stampa un incontro di cortesia, visto che sono transitato qui e che molti di voi mi fermano e mi chiedono le cose. Mi sembrava cortese. Io non sono molto cortese, anzi sono piuttosto brusco, ma capisco il senso del lavoro delle persone ed ho proposto questo incontro con tutti per salutarvi, invece mi trovo davanti una cosa seria, una conferenza stampa… Io non voglio fare una conferenza stampa, io volevo solo salutarvi e ringraziarvi, magari posso dirvi due cose, ma non sono qui per nessuno scoop. Però già che ci sono risponderò alle vostre domande.

Daniele De Rossi. Non è oggetto di trattative di mercato, nella maniera più assoluta, non è mai stato messo sul mercato e non sarà mai messo sul mercato. C’è una negoziazione in corso come sapete, e la porteremo avanti. Certamente non attiveremo trattative per lui.

Questione societaria: come state vivendo il momento? Tutto sotto controllo? Io colgo una conflittualità, una litigiosità direi speculare a quella che ho tutti i giorni con almeno 50 persone quando faccio una trattativa, quando cerco di prendere o dare un calciatore. Io sono qui con lo stesso spirito e nella stessa veste di un mese e mezzo quando mi sono presentato. Sono il direttore sportivo di questa società, scelto dagli imprenditori che la stanno acquistando e sostenuto anche dai soci di minoranza. Per me non è cambiato niente, sono qui per lavorare per questa società, che mi ha assunto e mi ha cercato.

Lei è un uomo voluto dalla parte americana e scelto da Baldini. La trattativa andrà avanti fino alla fine? La Roma sarà americana o ci saranno colpi di scena? Io non me li aspetto. Non ho sentore che succeda qualcosa di questo tipo e sto lavorando per la società che mi ha scelto. Per me non è cambiato niente e se lo dico, lo dico nell’esercizio delle mie funzioni, non sono un ospite di questa situazione, sono un semi protagonista e in qualche maniera sto recitando un ruolo e lo sto facendo sapendo che questa società sarà in mano a degli imprenditori americani, sostenuto da un gruppo di minoranza che è Unicredit e con il quale ho costruito un ottimo rapporto negli ultimi tempi.

Pastore. Do una risposta definitiva su Pastore, mi sembra sia arrivato il momento anche perché non voglio che ci siano confusione e aspettative che potrebbero venire deluse. Lui è per me la mia più grande soddisfazione dal punto di vista professionale, per come si è imposto e come si è affermato in Italia, riuscendo ad esprimere concretamente il talento che ha. E’ un calciatore speciale, unico.nOrrico ha suscitato la mia rabbia perché ha trovato una definizione che io non ho trovato e quando lo fanno al posto mio io mi inquieto: “Pastore vede le linee oscure dei passaggi”, in questo senso è un calciatore speciale, ma non è un calciatore che potrà venire alla Roma, anche per una mia scelta. Intanto non mi piace riproporre calciatori che ho voluto acquistare e gestire, perché mi sembra di attingere a un bacino sbagliato. Inoltre perché Pastore oggi appartiene a un tipo di mercato che sarebbe sbagliato che la Roma percorresse in questo momento. Assumendo un rischio notevole, ma questo è il mio mestiere, io penso che la Roma si accorgerà di avere già fatto un grande colpo, molto presto. Se la Roma farà uno scoop da bagno di folla? Ho già risposto, in maniera non sibillina, forse la Roma si accorgerà presto di averlo già fatto. Il colpo, lo scoop non deve essere giornalistico, questo è il vostro mestiere e sapete farlo benissimo. In realtà per quanto mi riguarda lo scoop è rappresentato dalla gestualità finalizzata al risultato che il calciatore deve avere dentro al campo. In questo senso la Roma ha già fatto il colpo e se ne accorgerà presto. Lascio a voi la possibilità di sceglierlo. Se parlo dell’allenatore? Bella domanda, ma no non intendo lui. Lamela? Sì, penso di sì e mi assumo il rischio. Quando si introduce un calciatore la prudenza è sempre consigliata, ma io sono un incosciente, è la mia fortuna e mi sono costruito così. Credo che Lamela, se sarà sostenuto da affetto e dalla stima delle persone e avrà un po’ di fortuna, rappresenterà in fretta quello che Pastore è stato per il Palermo due anni fa, tenendo presente che la Roma non è il Palermo: richiede un tasso tecnico, attitudinale e psicologico molto più alto di quello richiesto dal Palermo. L’allenatore è l’esemplificazione di quello che avevo anticipato un po’ di tempo fa parlando di rivoluzione culturale. Mi pare che sia un vero tassello del percorso che vogliamo intraprendere e credo ve ne siate accorti molto più di me che ho transitato qui solo per due giorni. Mi pare che il mister e il suo staff abbiano dato già dimostrazione di quello che vogliamo fare, che non è niente di speciale o alternativo: non scopriamo il calcio, ma lo vogliamo interpretare in maniera un po’ diversa e credo abbiate potuto sicuramente coglierlo.

Su De Rossi c’è una trattativa in corso per il rinnovo del contratto e, come ogni trattativa, può andare a buon fine o no. Se andasse male, lo si perderebbe a parametro zero come Mexes? Se non andasse a buon fine correremo il rischio che succeda. Preferisco fare una trattativa lunga e dolorosa, cercando di trattenere il giocatore piuttosto che dismetterlo oggi. Poi il calcio, purtroppo, anzi per fortuna devo dire, ti pone di fronte a situazioni impreviste di continuo, anche stanotte, ma certamente il giocatore non è sul mercato e la società farà di tutto per trattenerlo e questo comporta lo sviluppo di una trattativa a oltranza con lui e il suo entourage.

Si è trovato a lavorare con un budget inferiore a quello che immaginava? No, a me è stato chiesto di fare calcio e lo sto facendo, con le mie conoscenze, con le mie qualità e i miei difetti. Non soffro di una crisi in quel senso, certamente è suggestivo e anche gratificante cercare un giocatore da 60 milioni, ma vedo che non se lo può permettere nessuno e comunque la Roma adesso non vuole fare quel tipo di scelta adesso. La Roma vuole costruire qualcosa, lo farà in 2-3 anni e sono certo lo farà bene, centrando gli obiettivi che si è prefissata. Il budget è più che sufficiente.

Se la trattativa per la cessione della società andasse male, lei si dimetterebbe da ds della Roma? Perché dovrebbe andare male? Non c’è trattativa, la trattativa è chiusa, ci sono alcuni dettagli da sistemare. Comunque penso che sia una domanda molto difficile, io mi sento molto responsabile verso la gente soprattutto e in que-sto caso non servirebbero gesti plateali. Servirebbero coscienza e altri requisiti, che magari io non le ho come caratteristiche, sono molto veloce nelle decisioni. Comunque il pensiero non mi sfiora neanche francamente e non succederà niente di tutto questo. Io sono il ds della Roma e lo sarò fino a che non mi caccerete e lavoro certamente perché le operazioni in corso vadano in porto.

Tornando al caso Baldini-Totti, certe dichiarazioni possono minare la stabilità dello spogliatoio? Io Totti l’ho visto sorridente, molto tranquillo. Non dobbiamo essere sempre preoccupati che lo spogliatoio possa essere turbato. Lo spogliatoio è fatto di persone serie e la maggior parte di loro è veramente affezionata alla Roma e si sta affezionando al nuovo progetto. Rilevo che il gruppo di lavoro è coinvolgente, l’allenatore riesce a scindere la fase ludica dell’attività da quella lavorativa in una maniera estemporanea, eccezionale e le motivazioni sono forti in tutti i calciatori che ho incontrato nelle ultime ore. Lo stesso Totti è molto sereno, non dobbiamo preoccuparci che qualunque cosa turbi lo spogliatoio. Lo spogliatoio deve essere inquieto, perché non è con la quiete che si vincono le partite.

Stekelenburg resta un obiettivo primario per la Roma? Resta un obiettivo della Roma, io penso che entro mercoledì o comunque sia quando la squadra rientrerà a Trigoria per lavorare ci sarà un portiere nuovo. Sulla questione extra-comunitari, Lamela dovrebbe avere a breve il passaporto da comunitario.

La situazione di Barusso: dovete cederlo per liberare un posto da extra-comunitario? Lamela ha il passaporto comunitario, è tesserato da comunitario. Barusso devo considerarlo un calciatore della Roma e non un mezzo per ottenere un posto da extra-comunitario. Adesso cercheremo una soluzione e se non ci sarà troveremo delle alternative.

Vucinic: lei ha sempre speso parole importanti per lui, Luis Enrique no. Se andasse via sarebbe una decisione del tecnico più che sua? No, sarebbe una decisione del calciatore prevalentemente. Questo non vuol dire addossargli tutte le responsabilità di una decisione così importante e in qualche misura dolorosa, ma l’allenatore non ha certamente detto di dare via Vucinic. L’allenatore è molto esigente, vuole un atteggiamento più che dei comportamenti, un atteggiamento univoco, finalzzato a lavorare in una certa maniera e a vivere tutto, dentro e fuori dal campo, in una certa maniera. A lui piace molto Vucinic, ma d’altronde un uomo che fa calcio non può non riconoscere le sue qualità. La sua situazione è complessa, come ho detto un mese e mezzo fa. Se un allenatore fa certe affermazioni, lo fa tenendo conto dello stato d’animo di Mirko, non rispetto ad una valutazione tecnica.

Tornando alla società, si dice che lei abbia avuto delle rassicurazioni… La litigiosità nella situazione societaria non la preoccupa un po’ per quello che potrebbe essere il suo lavoro futuro? La litigiosità a cui alludo significa cose che andranno chiarite, non va paragonata alla mia litigiosità. Non sono preoccupato per niente, anche perché sono certo che le cose si aggiusteranno. Comunque il calcio per me è una cosa esclusiva, non mi faccio contaminare da fattori esterni, voglio farlo bene. Tutti vogliono farlo bene, qualcuno ci riesce e qualcuno meno. Non mi faccio contaminare da pensieri che non siano finalizzati a fare le cose che io voglio fare. Quando dico non pensate che io sia preso da deliri di onnipotenza intendo che è sempre un plurale, è sempre un Noi a voler fare le cose in una certa maniera. Non mi condiziona affatto.

Con l’arrivo di Heinze il reparto difensivo è completato? Per il resto cosa manca? Dobbiamo certamente prendere un altro difensore centrale, perché vogliamo essere assoutamente garantiti. Vogliamo 4 centrali, fatto salvo che Antei è in crescita esponenziale e la cosa mi inorgoglisce: come ho già detto mi piacerebbe veramente tanto che tanti romani potessero giocare nella Roma. Quest’anno inizieremo un imprimatur di questo tipo, ma in futuro vorrei che fosse così. Però è ancora molto giovane e prenderemo un quarto centrale. Prenderemo certamente un centrocampista e poi, qualora dovesse uscire Vucinic, prenderemo evidentemente un attaccante.

Come terzino destro con Cicinho la Roma ha ritrovato un protagonista o serve un altro innesto? Un altro innesto sicuramente no. Cicinho gode della stima dell’allenatore e gli ho detto di cercare di cogliere il senso della fortuna. Era un reietto, lo definisco io così e me ne assumo la responsabilità, io non lo avevo nemmeno messo in lista nel ritiro, ma poi Luis Enrique mi ha chiesto di inserirlo per valutarlo e ora mi chiede di confermarlo. Cicinho deve moltissimo al giudizio di Luis Enrique e molto di meno a me, che non lo avrei portato nemmeno qui. Però poi io sono un uomo che ha questa facoltà che non è un limite, posso cambiare idea e ora Cicinho va considerato un titolare, o un quasi titolare come lo vede l’allenatore. In quel ruolo poi c’è Cassetti che è certamente affidabile e non posso dimenticarmi di Rosi, che può interpretare anche altri ruoli. A sinistra c’è un ragazzo che già dà buoni segnali e che l’allenatore conosce bene, e l’acquisizione di Heinze ci ha messo nella condizione di stare tranquilli perché questo ruolo lo sa interpretare alla grande e ci ha fatto decine di partite in nazionale. Siamo piuttosto tranquillo, anche se io non lo sono mai totalmente.

Può spiegarci cosa è stato della trattativa per Kameni? La sensazione è che, come Pioli, sia stato dato in pasto alla piazza, per testarne l’umore, per vedere la reazione della gente. No, non sono così scaltro, mi sopravvaluti. Pioli è stato un candidato serio, perché è un ottimo allenatore. Io so che a Roma c’è l’abitudine antica, comprensibile ma non condivisibile, di asseverare o promuovere personaggi di chiara fama o con un passato recente eclatante e certamente Pioli non solleticava le fantasie di nessuno. Però è un allenatore serio e competente ed è stato un candidato come tanti altri prima della scelta di Luis Enrique, che è arrivato dopo la valutazione di 5-6 allenatori in un range incredibile, dal più basso al più alto. Abbiamo fatto un’escursione larga per arrivare a Luis Enrique. Per Kameni è successa una delle cose che rientrano nella litigiosità di cui ho parlato: avevo stabilito delle condizioni che poi hanno cercato di rivedere, mi sono un po’ inquietato e ci siamo fermati. Potremmo sempre ripartire, ma mi sono fermato perché non mi è piaciuto il tentativo di cambiare i termini della trattativa.

Tra i centrocampisti il nome di Lucas del San Paolo le piace? Non sarei molto originale, perché questo calciatore piace a tutta Europa. Credo certamente che non sarà ceduto in questa stagione, non credo uscirà quest’anno. E’ vero però che lo abbiamo molto seguito. Heinze è stato sottovalutato come acquisto? Non mi aspettavo di essere celebrato per l’acquisto di Heinze, ma dopo averlo preso mi sono sentito molto, molto più tranquillo. E’ un calciatore di grande affidabilità e soprattutto devo dire che mi è molto piaciuto che lui abbia fortemente voluto la Roma. Non aveva problemi a trovarsi una squadra, molte lo avrebbero preso e mi ha molto inorgoglito che abbia fortemente voluto la Roma. Sarà celebrato in campo, è un combattente, è un giocatore che sa quello che vole e sarà un contributo fondamentale per la stagione della Roma.

Per il suo ruolo di direttore sportivo sente il bisogno dietro di sé di un presidente appassionato come lei o riuscirebbe a lavorare per un soggetto distaccato come una banca? Sono abituato a lavorare con presidenti straordinariamente appassionati: sono passato da Gaucci per arrivare a Zamparini e posso garantirle che il presidente appassionato procura qualche fastidio, ma anche enormi vantaggi. E’ ovvio che preferirei lavorare per un presidente che abbia molto a cuore le sorti del proprio club, credo sia così per tutti. Però si configurerà sicuramente questa situazione nella Roma. Non sentirò la mancanza di nulla e lavorerò tranquillamente come ho sempre fatto.

Si sente di dire che la trattativa per la cessione della società andrà bene? Se Vucinic dovesse andare via, sceglierebbe l’Italia o l’estero? Io sono certo che tutto si risolverà, tant’è che lavoro senza alcun tipo di cruccio o di dubbio. Sono certo che tutto si risolverà. Non sono né un imbonitore né un cantastorie, non posso dirvi che succederà, io sono certo perché sono stato rassicurato e perché il mio istinto, che difficilmente mi ha tradito – quando ho ragionato di istinto non ho mai sbagliato, quando ci ho molto ragionato sopra ho fatto degli errori gravi – il mio istinto mi dice che tutto si aggiusterà e andrà come previsto. Vucinic? E’ molto ambito da società italiane che però non si palesano e stanno lavorando così… Su altri canali, non sono mai venute da noi. Ma Vucinic se lo possono permettere in pochi francamente. C’è un forte interessamento anche all’estero per lui, bisognerà vedere il ragazzo, però credo che, di fronte ad un’offerta da estero preferisca andare fuori. Ha un grande rispetto per la Roma e ha già rifiutato un’offerta molto importante senza nemmeno voler discutere, non credo gli piacerebbe essere avversario della Roma.

Marchisio è un elemento da Roma? Entrerebbe in un’ipotesi di scambio con Vucinic con la Juventus? Lo dico contro gli interessi miei e della Roma: Marchisio è l’unico giocatore della Juventus che prenderei in considerazione. E’ forte, ha 25 anni, è polivalente e per me è ancora inespresso rispetto alla qualità intrinseca che ha. Comunque chiedo scusa, non volevo fare una conferenza così, volevo prendermi un caffè con voi e salutarvi…

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