«Concentrazione e pazienza per un calcio incredibile»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista-C.Zucchelli/T.Cagnucci) L’anno scorso ha giocato praticamente sempre. E con un rendimento elevatissimo. Quest’anno potrebbe fare lo stesso, iniziando la stagione da centrale

– viste le condizioni di Juan e l’assenza di Burdisso – per poi tornare utile nel ruolo che preferisce, quello di terzino destro. Il suo contratto scade tra un anno, lo ha rinnovato qualche mese fa quando la nuova proprietà non si era ancora insediata: «Ma io – ha assicurato Marco Cassetti sono stato felicissimo di firmare il prolungamento. Se poi sarà l’ultimo, chi lo sa». E’ lui il protagonista della conferenza stampa a Riscone: si presenta intorno alle 12.30, pantaloni corti, maglietta rossa, orecchini e un sorriso che tanto piace alle tifose. Ai tifosi, invece, piace la sua determinazione, che si vede anche e soprattutto quando dice: «Per mettere in pratica quello che vuole il mister ci vuole concentrazione e pazienza. E’ un tipo di calcio incredibile, che nessuno ha mai fatto in Italia».

Tu appartieni alla vecchia guardia della Roma ed ora è cambiato tutto. Come valuti le nuove metodologie di Luis Enrique? Sono metodologie innovative, lavoriamo molto col pallone e sul tipo di gioco che vuole attuare il mister. Ci troviamo tutti davvero bene e siamo assolutamente convinti e concentrati su questo nuovo metodo. Siamo, insomma, allegri e spensierati. Andiamo avanti a lavorare senza pesi.

Cosa cambia sul piano del gioco? Non è solo lavoro e sudore, ma anche giocare bene al calcio. Cosa cambia nella fase del possesso palla? Si cercherà una maggiore insistenza nel manovrare senza perdere mai la palla.

Che ruolo può avere la Roma quest’anno? Quale è l’obiettivo? Come ci ha detto l’allenatore in questi primi giorni, l’obiettivo è giocare bene al calcio e di conseguenza poi i risultati verranno. Noi vogliamo giocare bene, poi saranno le vittorie a chiarire cosa possiamo fare.

Parlando di mercato in uscita: quando vedi i big della Roma che potrebbero andar via (Vucinic, Menez, Borriello, De Rossi) che pensi? Vucinic mi spiacerebbe perderlo, perché ce l’ho in camera e lo sopporto da 8 anni (ride, i due si conoscono dai tempi di Lecce, ndr). Mi piacerebbe sopportarlo ancora qualche anno in più perché ha qualità incredibili. De Rossi, Menez e Borriello prima che calciatori sono persone a cui io mi sono legato molto in questi anni e mi dispiacerebbe tantissimo, però credo che per avere una Roma di grandi prospettive bisogna avere grandi giocatori, loro lo sono e spero con tutto il mio cuore che rimangano.

Tra le tante cose che ti ha detto Luis Enrique, ce n’è una che ti ha colpito particolarmente? Una in particolare no, diciamo che il suo approccio al gruppo è stato molto spontaneo, molto rilassato e molto scherzoso e anche la sua giovane età lo lega molto a noi. Dopo pochi giorni si sente già coinvolto nel progetto e sta cercando di dare tutto se stesso in questa nuova avventura. Noi come giocatori cerchiamo di essere molto concentrati nella sua metodologia. Servono molta pazienza e molta concentrazione per sviluppare il suo gioco in maniera perfetta. E’ una cosa nuova perché in Italia non siamo molto abituati a tutto questo.

Basteranno entusiasmo e professionalità per garantire la serenità dei tuoi compagni? Cominciare la stagione con tanti piccoli grandi casi aperti può creare problemi? Sicuramente queste persone se hanno qualcosa in cuor loro non vengono a dirlo a me, ma lo dicono a chi di dovere e cercheranno di risolvere i problemi. Sicuramente serve un gruppo che non abbia questi strascichi, questa è la cosa fondamentale per lavorare in qualsiasi campo e nel campo del calcio è lo stesso. Però in questi giorni, per quello che ho visto, non mi sembra che ci siano musi lunghi o altro, quindi non penso siano problemi insormontabili. Credo ci sia da parte di tutti la volontà di chiudere queste piccole questioni che si sono aperte.

La nuova Roma potrebbe fare a meno dei suoi giocatori simbolo? Ci parli dei cambiamenti della nuova Roma? Ci sono stati cambiamenti dal presidente, al ds, al dg allo staff tecnico e medico. Questi sono stati i cambiamenti adottati dalla nuova società. Non lo so se dovremo fare a meno dei giocatori simbolo, come ho detto prima per avere una squadra di grande livello servono giocatori di grande livello e quelli che hanno fatto la storia di questa squadra sono giocatori di questo tipo, quindi credo che la società abbia tutte le intenzioni di volerli tenere.

Ci vorrà del tempo per metabolizzare il calcio di Luis Enrique e poi vincere o arrivare al vertice? Questa è la domanda più difficile che si possa fare… Per vincere non lo so, ma so per certo che abbiamo una squadra di grande qualità e lo è stata anche l’anno scorso anche se i risultati non sono arrivati. Dobbiamo avere concentrazione e pazienza per fare questo tipo di gioco che è molto interessante, ve lo posso garantire. Poi vincere è sempre difficile, è sempre duro il campionato, però noi sappiamo quale è la nostra forza e puntiamo al massimo come tutti gli anni. Sarà importante e difficile mantenere continuità e concentrazione.

Pastore potrebbe essere la ciliegina sulla torta per fare il salto di qualità? E’ un altro giocatore di grande qualità, questi giocatori di grande qualità stanno bene in tutte le squadre e anche nella Roma sarebbe un grande valore aggiunto.

Si è sempre detto che la Roma è “Totticentrica”, adesso si dice che questo aspetto dovrebbe cambiare… Avrai sentito dell’intervista di Baldini che ha scatenato delle polemiche, che ne pensi? Come vedi Francesco? Innanzitutto tengo a dire che purtroppo non ho conosciuto Baldini nell’era precedente e quindi non posso giudicarlo. Posso giudicare Francesco perché lo conosco da qualche anno: mi sembra abbia sempre dimostrato sul campo, anche l’anno scorso ha dimostrato superando il record di gol in campionato di Baggio e non mi sembra si possa attaccare. Sono due persone adulte e vaccinate che si conoscono, se avranno qualcosa da affrontare lo faranno, ma non credo sia stata un’osservazione contro Francesco Totti, può essere interpretata in tanti modi, anche come uno stimolo verso di lui. Non capisco il gran fracasso che è stato fatto. Speriamo bene.

Lo scorso anno si disse che Ranieri non faceva il fondo, quest’anno è lo stesso. Fondo e ripetute sono proprio spariti nel calcio moderno? Come aveva anticipato Ranieri e come sta ribadendo Luis Enrique quest’anno, c’è questa idea di preparazione senza dover fare le corse lunghe, anche perché il campo non è più lungo di 100 metri e quindi non serve correre per più di 100 metri! (ride, ndr) Loro lavorano con questa idea in cui credono e dobbiamo crederci anche noi. Cerchiamo di lavorare al massimo e poi valuteremo quel che viene durante l’anno. Anche per noi è una novità tutta da scoprire, anche se io ho fallo la preparazione con Zeman che va bene per tutta la vita! (ride ancora, ndr).

C’è qualche dieta particolare che state seguendo in questo periodo? Sulla dieta non è cambiato niente, anche perché mangio quello che voglio, non mettetemi diete perché non le faccio.

Hai un anno di contratto e si è tanto parlato del tuo rinnovo. Pensi che questa possa essere la tua ultima stagione a Roma? Ma mi vedete così vecchio? Sono contentissimo di aver rinnovato l’anno scorso con la vecchia proprietà, anche se era da molto prima che si parlava di questo. Io spero di farmi apprezzare come giocatore e come persona anche dal nuovo staff e dalla nuova dirigenza. Vedremo. Se mi valuteranno ancora in grado di dare una mano a questa squadra magari affronteremo ancora una volta il discorso, altrimenti ci saluteremo.

Nella prima amichevole abbiamo visto due esterni di difesa molto alti. E’ questa la vera novità? Sì, sicuramente è una disposizione diversa rispetto a quella che conoscevamo in precedenza, ma è anche vero che in questi primi giorni e alla prima amichevole non avevamo ancora affrontato nessun discorso sui movimenti difensivi ed eravamo più che altro concentrati a mantenere la struttura di gioco che voleva l’allenatore senza movimenti particolari. Ora nei prossimi giorni vedremo anche i movimenti della linea difensiva, dei centrocampisti e degli attaccanti. Un po’ di tempo ancora ci serve e infatti la preparazione è questa.

Anche quando ci saranno le partite vere giocherete così? Forse ad inizio azione, quando avremo il possesso a favore credo di sì, perché comunque vuole (l’allenatore, ndr) l’ampiezza. Poi nel caso di perdita di palla credo di no (e ride ancora, ndr).

Tranne Mexes e Doni in questo momento siete gli stessi dello scorso anno, che hanno fatto male: questo può essere uno stimolo in più? Sicuramente, anche perché due anni fa abbiamo fatto bene. Possiamo fare bene, o perderci in un bicchiere d’acqua. Questa è un’altra stagione, si riparte dall’inizio con nuove ambizioni, nuovo staff e nuova dirigenza e quindi si spera di fare sempre meglio.

Questo nuovo gioco divertente quanto può aiutare l’inserimento dei giovani? Penso che anche i giovani che si sono inseriti in questo gruppo non abbiano bisogno di presentazioni visto che già li conoscevamo nella Primavera ed hanno vinto lo scudetto questa estate. Sono molto interessanti, molto giovani ed insieme a giocatori più esperti e al nuovo allenatore che ha queste metodologie possono solo che imparare. Sono contento per loro che hanno finito il ritiro. Poi se continueranno o se torneranno nella Primavera non lo so. Avranno certamente un bagaglio aumentato.

Quale giovane ti ha impressionato maggiormente? No, non fare questa domanda, farei un premio ad uno ed un torto all’altro: sono tutti bravi.

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