La telenovela Roma verso i titoli di coda

di Redazione, @forzaroma

(Milano Finanza – C.Augelli) Ormai ci siamo. Il deal per il passaggio della As Roma da Unicredit al consorzio Usa guidato da Thomas DiBenedetto avrà il suo epilogo nelle prossime ore.

Ieri sono sbarcati a Roma Sean Barror e Mark Pannes del Raptor Accelerator, il fondo di investimento che fa capo a James Pallotta, uno dei partner di DiBenedetto insieme a Michael Ruane e Richard D’amore. L’obiettivo dei businessmen è uno solo: definire i dettagli dell’accordo siglato a Boston a metà aprile e consentire finalmente la definizione del deal.

Da entrambe le parti, spiegano a MF/Milano Finanza fonti accreditate vicine alla trattativa, esiste la volontà di raggiungere un accordo: alla banca di Piazza Cordusio interessa finalizzare questa operazione così fortemente voluta dal vice direttore generale Paolo Fiorentino. E agli americani non è affatto passata la voglia di mettere le mani sulla Roma (il cui titolo ieri ha chiuso quasi invariato). Al contrario hanno avviato un progetto di medio-lungo termine che nella loro idea dovrà consentire al club di diventare una delle società calcistiche più importanti d’Europa.

E allora cosa manca ancora per la firma prevista per il 29 luglio anche se non è escluso che possa esserci uno slittamento di qualche giorno?

Sicuramente il problema che nelle prossime ore i manager statunitensi e quelli della banca (è previsto per oggi un primo incontro con l’avvocato Roberto Cappelli legale di Unicredit e presidente ad interim della As Roma) si troveranno a definire è come dare alla società giallorossa la struttura finanziaria e la conseguente sostenibilità per i prossimi anni. Quale strategia adottare e in che modo modificare i termini dell’operazione alla luce dei deterioramenti che la posizione finanziaria del club ha avuto negli ultimi mesi.

Sarà necessario stabilire come apportare nuovo capitale nella As Roma visto che il cash flow resta uno dei fattori chiave dei prossimi anni. E per far ciò saranno messi sotto esame nelle prossime ore i bilanci, verranno analizzati i contratti di factoring, quelli commerciali, le sponsorizzazioni e le nuove ricapitalizzazioni, oltre ai finanziamenti e ai vendor loan già stabiliti.

In poche parole se servirà nuova liquidità, servirà anche definire i dettagli per iniettare questa liquidità nel club. Ma le differenze, spiegano i manager statunitensi, sono «risolvibili» ed esiste la consapevolezza di voler chiudere l’operazione.

D’altra parte Unicredit sa di avere come controparte degli investitori in grado di veicolare il brand As Roma in tutto il mondo. E gli americani, da parte loro, sono consapevoli, che questo deal non è come tutti gli altri. Si lavora per chiudere e per trovare un accordo già nelle prossime ore: il tempo è quasi scaduto.

 

La telenovela Roma verso i titoli di coda

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