(Corriere dello sport - R.Maida) - C’è bisogno di Bojan. Di quello vero, a tempo pieno e senza pause.
Del figlio della Serbia catalana che ha addosso i cromosomi di Messi. Del bambino che strabiliò la Spagna segnando 10 gol nella Liga a 17 anni. Finora la Roma non l’ha ancora visto, o se l’ha visto è stato solo a frammenti: qualche buon cortometraggio ma nessun film memorabile. A Firenze, da titolare o a partita in corso, può arrivare la giornata che allontana le perplessità.
SULLE SPALLE - Senza Osvaldo, punito per i suoi istinti da pugile, con Totti e Borriello al rientro dai rispettivi malanni, con Lamela che sembra un solista frastornato, Luis Enrique deve chiedere aiuto al giocatore che conosce meglio, a quel ragazzo timido che ha imparato ad apprezzare nella cittadella del Barcellona. Di Bojan serve la qualità; ma serve soprattutto la personalità, in un momento che può orientare in maniera irreversibile il campionato della Roma.
COSI’ COSI’ - Guardando le prime 12 giornate, i numeri non sono severi con lui: Bojan ha segnato tre gol giocando solo quattro volte da titolare (ha fatto una partita intera e basta), per un totale di 484 minuti. Una media interessante (una rete ogni 161 minuti, meno di due partite). Eppure non ha mai convinto compiutamente, rimanendo spesso sulla linea di confine del dubbio. Anche per questo, negli spogliatoi di Udine, si è beccato la ramanzina dei leader dello spogliatoio, che nei momenti allegri lo chiamano scherzosamente «Il nano» . Luis Enrique lo aveva fatto entrare al 29’ del secondo tempo chiedendogli di cambiare la partita, con l’effetto distruttivo che aveva sconvolto Novara, invece la partita è girata a favore dell’Udinese. Non che Bojan avesse colpe particolari per la sconfitta, ma a molti compagni non è piaciuto l’atteggiamento trasferito sul campo.Indolente, leggero, da calciatore poco motivato.
BIOGRAFIA - Invece a lui le motivazioni non mancano. Adesso che nella sua biografia si è sfogato dicendo che «Guardiola non lo vedeva» , Bojan ha fretta di suscitare rimpianti a Barcellona. Il tempo non gli manca: molto probabilmente a fine stagione non sarà riportato a casa; il Barça eserciterà obbligatoriamente il riscatto nell’estate 2013, pagando alla Roma un milione come premio di valorizzazione. Ma un rendimento da campione nei prossimi 18 mesi può valergli tante altre cose: ad esempio la nazionale spagnola, che è sempre stata un suo obiettivo, magari già per l’Europeo in cui affronterebbe subito l’Italia di De Rossi e Osvaldo. Ma può meritare anche la riconoscenza dei tifosi romanisti, che l’hanno stregato ancora prima che firmasse il contratto. «Al futuro non penso - dice Bojan - tutto può succedere. Di sicuro in questo momento ho in testa soltanto la Roma» . Il futuro è domani, stadio Franchi, quando sono in gioco tante verità.
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