La revolución di Luis Enrique

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Catapano) Gijón del alma, esta villa marinera… La voce di Vicente Diaz è un lamento che spezza il cuore, rimbalzato quassù dagli altoparlanti dell’impianto.

Es el Gijón que quiero y que tanto adoro, fa il ritornello. Vuoi vedere che gli viene nostalgia delle Asturie? E invece no. Luis Enrique apprezza, questo canto tanto caro ai minatori lo conosce bene. Ringrazia per la sorpresa, ma chiede di cambiare disco. «Si può mettere Roma, Roma, Roma?» . Como? «Sì, il nostro inno» . Il deejay non se lo fa ripetere due volte, parte subito l’inno di Venditti. «… core de sta città» . Luis Enrique canta, incredibile! Già lo conosce, ma dove lo ha imparato? Il pubblico accorre, in visibilio, «C’è il mister!» , e assiepa il parco giochi. Carica ragazzi Perché si gioca, sì. A calciobalilla. Un biliardino a 14 stecche, sette contro sette. Staff tecnico contro tifosi.

È un’esibizione, ma chi ci sta a sfigurare con Lucho? Perché ormai lo chiamano tutti coì, È già diventato il loro migliore amico. E lui, il mister venuto dalle Asturie per fare la revolución, non ha alcuna intenzione di perdere, nemmeno a biliardino. E invece, stavolta, gli tocca: 2-1 per i tifosi.

Mamme con bambini, mariti sognanti, ragazze adoranti, magliette, sciarpe, autografi, incitamenti. Ma non sono loro che caricano Luis Enrique, è il contrario: «Sosteneteci — gli dice in un italiano già comprensibile —, state vicino ai giocatori, anche nelle difficoltà. Amo il grande calore del tifo romanista. Abbiamo bisogno di voi» .

È già il delirio, ma l’apice si raggiunge quando Lucho prende il microfono e fa l’annuncio che tutti vogliono sentire. «Insieme faremo grandi cose» . Correndo correndo C’è anche Antonio Llorente, per tutti già Tonino, che assiste encantado. Ma il vero motivatore di questa gente ansiosa di pace e vittorie, gol e armonia, è Luis Enrique, che si è abbattuto su questa Roma come una libecciata di fine agosto: è il vento caldo che arriva eccezionalmente dalle Asturie e porta passione violenta, che ti prende, ti stordisce e ti conquista.

È lui, solo lui che adesso consente a questa gente di guardare avanti senza deprimersi. «Mister, facce vince» . «Mister, facce divertì» . «Mister, facce sognà» . Lui, Luis, annuisce, sorride, abbraccia, firma, si ferma e riparte. Perché c’è un altro allenamento da dirigere, perché d’accordo il bel calcio, ma innanzitutto trabajo y sudor. Come gli dice l’ultimo, prima di vederlo schizzare via. «A mister, falli corre» . Intanto, corre lui e fa vedere che è ancora un calciatore vero: ieri ha preso il posto di Perrotta (lievemente infortunato) durante la partitella. E che numeri in campo!

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy