La mano inconsapevole di Cruyff

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista-D.Galli) «Perché non prendete Stekelenburg?». Potrebbe esserci stato Johan Cruyff dietro l’interesse di Luis Enrique per il portiere degli Orange. L’ex attaccante della Grande Olanda potrebbe essersi confrontato con lo staff del nuovo tecnico della Roma.

In particolare con il suo assistente Ivan de la Peña. C’è più di un indizio che fa propendere per questa ipotesi, che non è affatto di fantamercato. Cruyff tiene una sua rubrica sul Periódico de Catalunya. Il 6 giugno, l’ex tecnico del Barcellona scrive: «Come si fa se il budget di mercato non è sufficiente ad accontenare il tuo allenatore? La cantera serve ad alimentare la prima squadra. Ma l’eccedenza può essere venduta. L’importante – ammonisce Cruyff – è che ti riservi una contropzione sui giocatori che cedi». Vengono citati due esempi: Jeffren. E Bojan. Guarda un po’, qualche giorno dopo il direttivo del club abolisce il dogma dell’incedibilità dei propri giovani, approvando la cessione dei talenti. A condizione, però, di poterli un giorno ricomprare.

Un caso? Chissà. Perché Cruyff è di casa in Catalogna e quindi è possibile che conoscesse già la strategia del Barcellona. Sta di fatto che Bojan viene ceduto alla Roma di Luis Enrique e Ivan de la Peña proprio con quella formula: opzione per noi, contropzione per loro. Ma Cruyff non è solo il Barcellona. Cruyff è soprattutto l’Ajax. È il loro Losi, il loro Conti, il loro Totti. È la storia dei Lancieri. E dall’11 febbraio è anche uno dei massimi dirigenti. Bene, a maggio esce un articolo sul prestigioso Wall Street Journal. Titolo: “Cruyff pianifica una rivoluzione totale”. Nell’articolo vengono ripresi i passaggi chiave di un’altra rubrica dell’olandese. Stavolta sul De Telegraaf. L’ex tre volte Pallone d’Oro spiega che per tornare a fare un grande Ajax bisogna tenere a mente qual è la filosofia del club: «Dare ai giovani calciatori la possibilità di giocare in prima squadra». Tradotto, se ci sono delle valide alternative che provengono dal vivaio, un portiere di 29 anni come Stekelenburg può anche partire. Anzi, questa deve essere la politica dell’Ajax. Qualche tempo dopo, si viene a sapere che è Stekelenburg il primo obiettivo di Luis Enrique. E probabilmente lo è anche del suo amico-compagno-assistente de la Peña, che deve il suo debutto in prima squadra al Barcellona proprio alla bandiera dell’Ajax, allora tecnico blaugrana. Per De la Peña, Johan Cruyff è un’istituzione. Un maestro. E forse, chissà, anche un importante consigliere

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