(La Stampa - M. Ansaldo) - Non erano buoni per la Fiorentina. Sono ottimi per la Nazionale. Con la convocazione di Pablo Osvaldo, chiamato in extremis per rafforzare l'attacco dopo che Pazzini e Balotelli sono tornati a casa, Prandelli allunga l'elenco dei giocatori su cui si è ricreduto.

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Del resto, come diceva George Ber-nard Shaw, «soltanto le mucche non cambiano idea» e il ct ha ben altri modelli. Così, dopo aver dato spazio a Maggio e Balzaretti, che con lui durarono pochi mesi, e aver inserito stabilmente Pazzini, il quale non trovava spazio in viola per la presenza di Gilardino, Prandelli fa esordire nel gruppo Osvaldo che arrivò a Firenze dal Lecce nel 2007 e ne parti un anno e mezzo dopo come un talento incompiuto. Per i tifosi l'italo-argentino era e resta un mito. Un suo gol decise la vittoria per 3-2 sulla Juve di Ranieri a Torino, come non accadeva da vent'anni, e con una rete in rovesciata, sempre a Torino ma contro il Toro, garantì ai viola la qualificazione in Champions League. Con un'altra testa, Osvaldo avrebbe avuto la città ai propri piedi ma era un giovane potenzialmente fortissimo quanto inaffidabile. L'arrivo di Jovetic lo chiuse. Lo mandarono a Bologna, a gennaio. E di 11 all'Espanyol, la Barcellona dei poveri da cui l'ha affrancato Luis Enrique portandolo alla Roma. Prandelli ne parla come di «un attaccante moderno», che cerca la porta ma che si muove per la squadra. Svanito per mancanza di materiale il progetto dell'Italia con due ali offensive e un centravanti, Osvaldo a 25 anni è il tipo di giocatore che interessa, mentre scendono le quotazioni di attaccanti d'area come Matri e Borriello. Certo, il salto per lui è stato forte. Una settimana fa lo discutevano alla Roma, ora rischia di entrare nel match contro la Serbia visto che Prandelli può contare solo su Cassano e Giovinco mentre le condizioni del ginocchio di Giuseppe Rossi ne mettono in dubbio la disponibilità per domani sera.

 Il via libera alla convocazione è stato dato dal forfait di Balotelli. l'ex interista soffre di una discopatia sottovalutata dal Manchester City, visto che Roberto Mancini è stato il primo a stupirsi della notizia. Il dolore alla schiena c'è, la risonanza magnetica ne ha accertato la causa e il giovane attaccante è stato spedito a curarsi, così come Pazzini afflitto da un dolore al calcagno. Dunque è arrivato Osvaldo tra le proteste della Lega Nord, che è sempre molto attenta alle questioni della squadra italiana, di cui pure dovrebbe importarle poco. Un deputato, l'oscuro Cavallotto, si è lamentato infatti che la Nazionale «sta diventando una pensione per oriundi» e deve essergli sfuggito che Prandelli ieri ha chiamato anche Ogbonna (arrivato a Firenze dopo Torino-Grosseto) altrimenti avrebbe aggiunto, con altrettanta sagacia, «e di gente di colore». Ogbonna è nel progetto di Prandelli per l'Europeo. La sua presenza per il doppio impegno con Serbia e Irlanda del Nord era stata esclusa per non incidere sul campionato del Toro ma di fronte al forfait di Criscito per la pubalgia e ai malanni che tengono in forse Balzaretti, il difensore granata è diventato indispensabile. Salterà la partita di Verona a meno che non abbia il permesso di ricongiungersi al Torino sabato e tornare in Nazionale domenica sera.

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