Juve-Napoli, città in ostaggio

di Redazione, @forzaroma

(Leggo – F.Pasqualetti) – Già dalle 11 l’area dell’Olimpico sembrava lo scenario di una guerra.

Blindati della polizia, agenti in assetto antisommossa, strade chiuse e la tensione che si tagliava col coltello. Alla fine la partita più blindata che la storia di Roma ricordi è filata liscia. Solo qualche scaramuccia nel pregara, con lancio di petardi e qualche scontro con le forze dell’ordine. Il bilancio della finale di Coppa Italia è di un arresto e 5 denunce. Tutti sono stati sottoposti a daspo.[…]

Sequestrati quattro coltelli, 60 tubi innocenti, un mefisto e 9 fuochi d’artificio in un afratto nei pressi del Foro Italico. Niente rispetto a quello che sarebbe potuto accadere: l’astio tra juventini e napoletani e le rivalità (per non dire odio) con le due tifoserie romane preoccupavano tantisismo il Questore che in settimana aveva persino minacciato di non far giocare la partita se il Comune non avesse messo a disposizione bus navetta gratuite. Fatto sta che il piano capillare messo a punto dalla Questura ha funzionato. In città ieri c’erano più forze dell’ordine che militari in Afghanistan.

In particolare a Roma nord c’era un’atmosfera particolare: nell’ampissima zona rossa poteva entrare solo chi era in possesso del biglietto per la partita o per gli Internazionali di tennis. La pioggia ha aiutato non poco le forze dell’ordine: col rinvio della finale del tennis per maltempo e il deflusso anticipato il lavoro è stato molto più semplice. Ma i residenti, in particolare quelli della zona nord, hanno criticato non poco le troppe chiusure: «Non è possibile militarizzare una città per una partita di calcio – spiega Carlo Rosselli – per arrivare da piazza Mazzini a via Cortina d’Ampezzo ho impiegato quasi un’ora e mezza. Lo ripeto, non si può sempre prendere certe decisioni sulla pelle della gente». E ancora: «Capisco le esigenze di sicurezza – dice Ester Pannofino – ma non credo sia possibile tollerare il blocco totale di un quadrante intero di una città per più di mezza giornata. Se non avevo il navigatore mi sarei persa trenta volte».[…].

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