“Juve, ancora bagarinaggio ultrà”. Ora si muove la Procura della Figc

La puntata di Report non è sfuggita al controllo degli inquirenti della Federcalcio, che adesso potrebbero chiedere copia della registrazione e aprire un’istruttoria per valutare la violazione del codice di giustizia sportiva

di Redazione, @forzaroma

L’ex ultrà Bryan Herdocia confessa a Report che attorno alla Juventus non s’è mai smesso di frullare denaro col bagarinaggio: biglietti venduti con pesanti rincari anche per l’esordio in campionato con la Lazio e la trasferta di Champions League a Valencia. Il servizio di Report – a firma Federico Ruffo, in onda ieri su Rai3 – racconta il patto occulto tra gli ultras (in combutta con la malavita) e la Juventus, durato per diversi anni e con milioni di euro di guadagni sporchi: centinaia di biglietti a partita ai tifosi in cambio di un supporto incondizionato al club e della tutela dell’ordine pubblico, scrive Tecce su “Il Fatto Quotidiano“. Prima delle rivelazioni di Herdocia, il patto si considerava interrotto due anni fa con l’indagine antimafia “Alto Piemonte” sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta a Torino e con l’oscuro suicidio dell’ex ultrà Raffaello “Ciccio” Bucci, collaboratore dei bianconeri per curare i rapporti con la tifoseria e anche informatore di polizia e intelligence. L’esuberante Herdocia, dodici anni di Daspo e un arresto per rissa con i fiorentini, gestisce il bagarinaggio da casa e alimenta i contatti con i vertici dei “Drughi”. La puntata di Report non è sfuggita al controllo degli inquirenti della Federcalcio, che adesso potrebbero chiedere copia della registrazione e aprire un’istruttoria per valutare la violazione del codice di giustizia sportiva.

La Juventus non è coinvolta nel processo Alto Piemonte, i pm di Torino non hanno indagato i dirigenti bianconeri o il presidente Andrea Agnelli, ma il club ha subìto una condanna sportiva, mitigata nei vari gradi di giudizio della Federcalcio. Il figlio di Umberto s’è beccato una squalifica di tre mesi e la società una multa di oltre mezzo milione di euro. Il Tribunale federale ha punito il bagarinaggio autorizzato dalla Vecchia Signora con l’assenso di Agnelli, però ha accolto la versione della Juve: il club era ignaro della caratura criminale di Rocco Dominello, secondo i magistrati esponente della cosca Pesce-Bellocco di Rosarno, fondatore del finto gruppo ultrà i “Gobbi”, cinque anni di carcere in appello per associazione a delinquere di stampo mafioso. Otto anni e otto mesi per il padre Saverio, che di recente ha dichiarato di essersi dissociato dalla ‘Ndrangheta nel 2012.

(Il Fatto Quotidiano – C. Tecce)

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