Inizio da 10. E pure un po’ di lode

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista-C.Zucchelli) Trabajo y sudor. Ma anche gioco e schemi. Qualcosa che negli ultimi anni sembrava essersi un po’ perso. I giocatori sembrano in forma. Sono in forma, per quanto lo si possa essere dopo pochi giorni di ritiro

(il tecnico in mattinata lo aveva detto: «il corpo dipende dalla testa»). Il pensiero corre veloce alla prima Roma di un anno fa: i giocatori sembravano – erano – più pesanti e, soprattutto, c’era meno voglia di divertirsi. Entusiasmo, lo chiamerebbe Perrotta. E questo alla prima Roma di Luis Enrique non manca di certo. Lo noti dai sorrisi in campo, dalla voglia di segnare e far segnare. E lo noti anche da qualche idea tattica che si inizia a vedere: De Rossi schierato davanti alla difesa, Perrotta e Pizarro intermedi, Totti perno centrale del tridente con Borriello alla sua destra e Caprari a sinistra. Vucinic e Menez inizialmente fuori (per loro pochi fischi e qualche applauso), così come Curci visto che in porta almeno all’inizio c’è Lobont. In difesa Antei e Cassetti sono i centrali, Cicinho è a destra e Taddei a sinistra. Definirli difensori è esagerato, visto che contro la poco temibile selezione di Riscone, giocano come ali. E quindi il 4-3-3 è praticamente un 2-5-3.

Nel primo come nel secondo tempo, quando cambiano gli interpreti. In porta c’è Curci, in difesa Taddei va a destra (Rosi a sinistra) e al centro Antei e De Rossi (soluzione che potrebbe essere riprovata, come succede a Mascherano nel Barcellona). A centrocampo ci sono Verre, Viviani e Greco, in attacco ancora Caprari e poi Vucinic e Menez. Tranne Bertolacci, affaticamento muscolare, Juan, Brighi e Julio Sergio, vengono impiegati tutti i giocatori. E loro rispondono, chi più chi meno, presente. Fanno 10 gol ai poco temibili avversari della selezione locale e si prendono gli applausi degli oltre 2mila tifosi sugli spalti. Sono tanti, nonostante la pioggia. E invitano i giocatori a correre. Come recita uno striscione: “Nella lotta butta er core, cori appresso a quer pallone”. Ce ne sono tanti altri, uno dice: “Annamo, firmamo e tornamo”, dedicato a un diffidato, in vacanza a Trento, che voleva vedere la Roma e che invece non può farlo.

Il primo gol della partita – e come ti sbagli – porta la firma di Totti (che gioca con gli scarpini neri mentre in allenamento usa quelli bianchi) e che calcia al volo rasoterra su assist di Cicinho che si libera bene sulla sinistra. Qualche minuto più tardi Caprari realizza il 2-0: De Rossi apre benissimo per Taddei che mette in mezzo e a quel punto per il numero 38 è semplicissimo mettere dentro. Passano un paio di minuti e Borriello replica quanto fatto in allenamento, con un gol in semi rovesciata che strappa applausi a tutti i tifosi. Li strappa anche Rodrigo Taddei, che in tuffo di testa batte il portiere. Si vede che l’allenamento della mattina a pallamano ha avuto i suoi effetti. Il pallone, come prevedibile, è sempre nei piedi della Roma: i giocatori lo tengono sempre basso, dialogano tra di loro, Borriello e Caprari si muovono tantissimo, il primo che tenta un tiro da fuori è De Rossi a metà del primo tempo. Ci riprova anche Borriello, prima da distanza ravvicinata poi dal vertice destro dell’area, ma il portiere della selezione di Riscone decide di prendersi qualche secondo di gloria. Non c’è due senza tre e l’attaccante napoletano, al termine di un batti e ribatti in area, segna il 5-0. C’è gloria anche per Simone Perrotta, che mette dentro dal limite dell’area, e ancora per Borriello.

Il primo tempo termina così, sul campo sportivo di Riscone si abbatte un acquazzone che finisce giusto in tempo per l’inizio del secondo tempo. Che comincia con qualche bella giocata di Menez: una, in particolare, vede il francese scambiarsi il pallone con Caprari e poi calciare di poco alto. Applausi da parte del pubblico e anche da parte di De Rossi. E’ l’ultima apparizione del centrocampista che poi mette male la caviglia destra e lascia il posto a Crescenzi. Un minuto più tardi Viviani mette a segno l’8-0. Ci va vicino anche Verre, bravissimo a liberarsi del portiere ma che, dopo una bella corsa sulla destra, calcia a lato. Il secondo tempo scivola via con meno emozioni, fino a che il portiere Recla atterra in area Mirko Vucinic. Sul dischetto si presenta Rosi, che calcia alto provando un improbabile cucchiaio. E’ più preciso invece Valerio Verre, che ribatte in rete una corta respinta del portiere dopo un tiro dalla distanza di Greco. E’ il 9-0, si attende il 10 che arriva con Menez di sinistro dopo un assist di Caprari. Finisce così. Con trabajo, sudor e gioco. Non si poteva chiedere di più.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy