rassegna stampa roma

Il vincente Sabelli a caccia del terzo scudetto

(La Gazzetta dello Sport – F.Oddi) – Nel giugno del 2007, quando i Giovanissimi si stavano giocando al Via del Mare di Lecce l’accesso alla finale contro i padroni di casa, Stefano Sabelli era in campo:

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(La Gazzetta dello Sport - F.Oddi) - Nel giugno del 2007, quando i Giovanissimi si stavano giocando al Via del Mare di Lecce l’accesso alla finale contro i padroni di casa, Stefano Sabelli era in campo:

terzino destro, scatto bruciante, polmoni enormi e piede delicato, aveva giocato la regular season coi Regionali, poi venne promosso sotto età coi ’ 92, 3 presenze nel momento più caldo della stagione, Atalanta, Inter e Lecce. In campo coi salentini anche due ragazzini che promettevano meraviglie, Scialpi e Pompilio: si sono ritrovati quest’anno a Varese, il primo domani non ci sarà, espulso in semifinale, il Cresciuto nel Savio, Montella gli aveva messo gli occhi addosso e lo convocò per la trasferta di Donetsk in Champions secondo giocherà col 10, e quando si allargherà sulla sinistra ritroverà il ragazzino che aveva sfidato quattro anni fa, sempre con uno scudetto in palio.

Sogno Triplete Quelle tre presenze per Sabelli sono una medaglia sul petto: campione d’Italia coi Giovanissimi quell’anno, campione con gli Allievi un anno fa, vincendo domani sarebbe uno dei pochissimi a poter vantare tre scudetti nelle tre categorie che lo mettono in palio. Un onore da condividere con i due compagni che scesero in campo in quel 2006-07 e che fanno ancora parte dell’organico della Primavera, gli amici di sempre Bongiovanni e Carboni, quelli con cui passa le sere d’estate tra Piazza Re di Roma e l’Alberone, ma domani sera lui è l’unico che ha la certezza di giocare. Lo scorso anno la finale scudetto la vide con le stampelle: frattura del quinto metatarso del piede destro, giusto due giorni prima delle Final Eight, uno di quegli infortuni che gettano gli allenatori nello scompiglio, perché «Sabbo» è uno che non ha mai un sostituto all’altezza, e l'unico che lo ha mandato in tribuna è stato Vincenzo Montella, ma solo perché in quel caso era un premio, come a Donetsk, il giorno dell’esordio di Caprari, o al derby, quando Totti fece due gol, e lui, che stava seduto dietro Ilary, venne subissato di messaggi dagli amici che lo avevano visto in tv. Scuola Savio La Roma lo pescò nel Savio, zona Villa Gordiani, dove giocava con Carboni e Falasca: tra il 2005 e il 2006 sbarcarono tutti a Trigoria, nel 2010 sono stati tre punti fermi degli Allievi che hanno vinto tutto, scudetto e Arco di Trento. Dei tre, è l’unico che si è subito imposto come titolare: il terzino destro era Mladen, di due anni più vecchio, si è dovuto spostare al centro per non perdere il posto, Sabelli non fa prigionieri. È partito in ritardo, per l’infortunio al piede, ha esordito a novembre partendo dalla panchina, ci è tornato solo ad aprile, quando il girone era vinto e gli insostituibili dovevano tirare il fiato. Si è preso tutto, il contratto da professionista e la nazionale Under 18, gli manca solo la finale di domani: la convocazione per il ritiro dei grandi non è ancora stata spedita, ma ce l’ha già in tasca.