Il primo giorno di Bojan: “A Roma per tornare felice”

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – F. Ferrazza) – Bojan parla per la prima volta da giocatore della Roma. Dopo l’ufficializzazione del suo acquisto da parte del club giallorosso

(formula un po’ complicata: dodici milioni di euro, più una clausola di riscatto obbligatorio che il Barcellona può esercitare al termine della stagione 2012-13, per la cifra di 13milioni. La Roma potrà nel caso bloccarla versando una cifra di circa 28milioni), il talento spagnolo guarda avanti senza ovviamente dimenticare il passato: “Ho voglia di continuare a dimostrare quello che posso fare – ha spiegato Bojan – Da piccolo volevo trionfare nel Barcellona e ora sono molto contento perché un’altra squadra mi dà un’occasione. Il mio obiettivo è essere felice giocando a calcio. Come tutti sapete, negli ultimi anni non ho avuto molta fiducia in me, nè la continuità per dimostrare quello che posso fare“. L’attaccante assicura di considerarsi “un privilegiato per aver fatto parte di una squadra magnifica che ha fatto del Barcellona il miglior club del mondo – ha detto ancora Bojan, affiancato in conferenza stampa dal ds Zubizarreta, dal capitano Puyol e da Xavi – Tra i migliori ricordi che mi porto dietro il primo gol al Camp Nou e la finale di Coppa del Re a Valencia. Mi mancheranno i miei compagni, giocare al Camp Nou e difendere la maglia che ho sempre indossato”.
Nessuna polemica con Guardiola: “Come giocatore ci sono cose che non mi trovano d’accordo con lui ma è il miglior allenatore che puo’ avere il Barça”. Sul

futuro allenatore: “Evidentemente la presenza di Luis Enrique è stata molto importante per la mia decisione, mi ha dimostrato grande affetto, grande riconoscenza, gli sono molto grato – conferma – E con l’interesse che mi ha mostrato nell’ultimo mese, la Roma ha gia’ conquistato un pezzetto del mio cuore. Tornare un giorno al Barca? Tutto puo’ succedere. Di fatto ho chiuso l’anno scorso come un giocatore importante e se mi avessero detto che quest’estate sarei andato via, non ci avrei creduto. Tornare non dipende da me ma dipende da come giocherò, da quello che dimostrerò”.

PAROLA A LUIS ENRIQUE –
Tra questioni societarie, chiarimenti rinviati da troppi giorni e qualche muso lungo, a Riscone si presenta in conferenza stampa Luis Enrique. È lui il vero collante per un ambiente spiazzato dai ritardi del passaggio di proprietà e da troppi casi interni, con un mercato che va avanti a singhiozzo, mentre il tecnico spagnolo cerca di costruire una nuova realtà da proporre al calcio italiano. “Ma a me non dispiace tutta questa attenzione, non soffro la pressione, anzi, mi piace, me gusta mucho, è uno stimolo per me. Queste sono sensazioni che conosco da calciatore e ai tifosi dico solo di inneggiare ai giocatori, non a me”.

BALDINI- TOTTI
: Il tecnico entra nella questione che da una settimana riempie le pagine dei giornali. “Ne parlerò solo una volta e mai più. Sono assolutamente certo che entrambi vogliano il bene della Roma e a me interessa solo questo. Sul resto preferisco non entrare. Da Francesco, come da De Rossi e Perrotta, esigiamo sempre qualcosa in più perché sono anche un esempio per i giocatori presenti e per quelli che arriveranno”. Sabatini arriverà in nottata a Riscone, da Milano, e solamente domani potrà parlare con Totti della querelle che ha innervosito Totti. Il capitano oggi non si è allenato per un problema di sovraccarico al ginocchio destro. Per lui solo fisioterapia e piscina.

MODELLO BARCA –
“Io devo convincere giocatori della bontà di questo progetto, se non ci riusciremo andremo via, perché senza i calciatori non si va da nessuno parte. Io gli faccio vedere i video del Barca perché quello è un modello unico, diverso da tutti, ma noi ne avremo uno nostro, che si adatti ai giocatori che abbiamo in rosa. Fin quando mercato non sarà chiuso non potremo fare un bilancio definitivo. L’importante è che i giocatori si sentano felici e soddisfatti: la mente è fondamentale per fare bene le cose”.

OBBIETTIVO – “Non so dove ci collochiamo rispetto alle nostre rivali, vediamo quali giocatori arriveranno. La cosa certa è che lotteremo per vincere tutte le partite, a partire dalla prima. Non faccio progetti a lungo termine, voglio che la squadra abbia sintonia e si metta alle spalle i problemi dell’anno passato, così che la coesione del gruppo possa superare difficoltà che arriveranno”.

OTTANTAMILA IN CAMPO –
Necessario l’aiuto dei tifosi per Luis: “Saremo 80mila a scendere in campo, non undici, ogni domenica, contro ogni avversario, per vincere sempre”.

VUCINIC –
Il montenegrino è uno dei più imbronciati del ritiro, e i tifosi, che ancora non gli perdonano gli errori commessi nella passata stagione, se ne sono accorti. “Onora la maglia o l’ultras si scaglia” lo striscione esposto nella mattinata, che ha tra i principali bersagli proprio l’attaccante. Vucinic non si è allenato neanche stamattina per un fastidio al ginocchio operato tempo fa, come rivelato da Luis Enrique, per questo è andato a svolgere le cure in albergo. “Bisogna accantonare le situazioni del passato e creare una nuova sintonia, un gruppo- spiega il tecnico- se poi qualcuno non ci riuscirà a entrare in sintonia, sarà fuori”.

HEINZE –
Arriva nel tardo pomeriggio a Riscone il difensore argentino, tesserato dalla Roma e chissà che domani non riesca a giocare subito qualche minuto dell’amichevole in programma contro la formazione dell’Alto Adige, allenata da Stroppa, (ore 17,30).

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