Il caos calmo assomiglia a uno tsunami

di finconsadmin

(Il Tempo – T.Carmellini) Arrivato, lento come un caos morettiano, ma irrefrenabile e invasivo come uno tsunami. L’onda lunga del temuto maremoto giallorosso ha lentamente alzato il livello di guardia fino a inondare Trigoria e spazzar via poltrone e cariche.

Ufficialmente tutti o quasi al loro posto, tutti più o meno in corsa per un ruolo nel futuro della Roma, ma in realtà la mannaia americana ha colpito duro: durissimo. Il vecchio establishment è stato, se non esautorato, messo in condizione di non poter agire in autonomia: in tutti i settori.

 

L’ultimo tassello ieri dopo la riunione tra Sabatini e Conti, un pezzo storico della Roma quarant’anni in giallorosso, che ha preso tempo e martedì deciderà cosa fare del suo futuro. Il ruolo di responsabile del settore giovanile è stato dimezzato (primavera e allievi già nelle mani di Luis Enrique) e quello di ambasciatore giallorosso in giro per il mondo assomiglia più a un esilio che non a una vera chance di crescita all’interno del nuovo gruppo per l’ex campione del mondo che molto probabilmente lascerà. Ma è solo l’ultimo di una serie di passaggi che hanno l’obiettivo chiarissimo di «dare un taglio col passato». Pradè può restare ma non nell’area tecnica che è quella nella quale ha operato fino a un mese fa. La Mazzoleni è stata «ridimensionata» dopo le libertà avute nell’ultima gestione e adesso dovrà far conto con Fenucci piombato a Trigoria con il chiaro intento di prendere in mano l’area economica della Roma targata Usa. Il settore medico è stato affidato a Gemignani, uomo di fiducia di Baldini, che nemmeno è arrivato e già ha dovuto fare i conti con i meccanismi clientelari che hanno predominato nel recente passato e dai quali sta cercando di smarcarsi.

L’area comunicazione verrà rivoluzionata e potenziata: resta Elena Turra (alla faccia dei «bugiardi costituzionali») e arriva al suo fianco un giornalista sportivo «vero». Una roba normale per una club di livello internazionale come sarà la Roma del futuro. «Sarà una comunicazione attiva e non passiva» il concetto di massima in baldinese, che toccherà non solo i rapporti con la stampa ma anche il canale tematico e tutto il «media» che ruota attorno al club. Basta? Forse no, ma per iniziare come «caos calmo» non c’è male… E pensare che Montali aveva detto di esser stato l’unico a «saltare»: forse alla fine è andata meglio a lui. Ottimizzatore!

 

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