Il biglietto da visita fa ben sperare

di Redazione, @forzaroma

(Il Tempo-G.Giubilo) Preceduti dai cugini, il comune destino è quello di presentarsi già al pieno dei giri per gli appuntamenti dell’Europa League, il calcio che conta subito dopo il cocomero di Ferragosto.

Una scadenza che non toglie il sonno, considerati i problemi, più che le attrattive, che la seconda, deprezzata competizione europea comporta. Ma il via del campionato sarà già dietro l’angolo, e quello richiede una condizione già avanzata, doppiamente importante per chi deve ripartire da zero, o quasi, e offrire subito al suo tifo il volto della simpatia e lo stimolo della fiducia. Non è questa l’ora dei bilanci, anche se i soliti scettici, i nostalgici romantici e quelli foraggiati, tentano un’opera di demolizione della quale è arduo trovare motivazioni accettabili.

Sarà una settimana importante, non soltanto per l’arrivo e la presentazione dei nuovi padroni della società, ma anche per esibire a Trigoria gli obiettivi di mercato già centrati. Poi ci sarà sempre il genio che si chiede se non siano stati spesi troppi soldi per un diciannovenne, dimenticando che il dato anagrafico è un ulteriore pregio aggiunto, per un ragazzo inseguito dai club più prestigiosi, italiani e stranieri. Questa Roma ha già presentato un biglietto da visita eloquente: al posto delle bancarelle dell’usato, e delle bufale, la concorrenza con le società prestigiose, vinta grazie all’abilità e alla pazienza di chi gestisce il settore tecnico. Senza fretta per De Rossi, con apprezzabile riflessione sulla partenza di Vucinic, che è campione di prima fila, da accelerare lo sfoltimento dell’organico, anche se qualche segnale importante è già arrivato. Giusto attendere con serenità le prossime mosse, consideriamo una garbata presa in giro la pista Kameni, che serve forse a rendere meno rigidi i mercanti olandesi. Ma il pacchetto delle acquisizioni, nonostante Lamela debba giocare il Mondiale Under 20, è già di alto livello: e soprattutto ispirato a quella voglia di energie giovani che Spalletti aveva auspicato anni fa. Per sua fortuna, era già in Russia quando hanno portato a Trigoria Adriano.

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