I Sensi all’addio: «Grazie Roma»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Catapano) Un padre, le sue donne, una grande famiglia. È stata una lunga storia d’amore, innanzitutto. Monsignor Gioia nell’omelia funebre di tre anni fa ricordò gli ultimi giorni del presidente.

«Bastava una carezza della moglie e i suoi occhi si illuminavano. Franco mi diceva sempre: “La mia ricchezza è la famiglia”» . Dove, un giorno del 1993, entrò la Roma, la più piccola di casa. Il modo in cui fu «adottata» è stato raccontato tante volte: l’idea venne al marito, che la comunicò subito al telefono alla moglie, la quale avvertì le tre figlie. La sera, si riunirono tutti in salotto e votarono: tre favorevoli, due contrarie. Così la Roma entrò a far parte della famiglia. «La mia quarta figlia — amava ripetere Franco—: ogni giorno si mette a tavola con me e le mie donne» .

LACRIME Ieri le sue donne si sono commosse, perché una lunga storia d’amore si è chiusa definitivamente e perché il dolore in questi anni è rimasto sempre nei dintorni. «Oggi è un giorno malinconico per noi tutte — ha detto Rosella, abbracciando idealmente la mamma la zia, le sorelle—, e il pensiero va a Franco Sensi, al suo ricordo. Ha voluto fare grande la Roma e credo ci sia riuscito. Papà è stata una presenza costante, anche negli ultimi anni: noi abbiamo cercato di fare sempre tutto quello che lui avrebbe fatto» .

SALUTI E di amore ha parlato anche Francesco Totti: il capitano, il calciatore più rappresentativo di questa gestione, Rosella lo ha sempre considerato un fratello. «Con questa famiglia ho condiviso 18 anni della mia carriera, farà sempre parte della mia vita. Voglio abbracciare Rosella, abbiamo vissuto insieme vittorie e momenti difficili, ma l’amore e la passione per questa maglia ci hanno permesso di superare tutte le avversità» . Uno scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe, è il bilancio di questi diciotto anni, cui vanno aggiunti sei secondi posti e in generale una competitività che la Roma nella sua storia aveva raggiunto solo con la gestione Viola. «È stata una grande Roma— ha detto orgogliosamente Rosella Sensi—: i fatti parlano da soli» . Nel Cda che ha registrato le sue dimissioni e quelle della mamma, della sorella, della zia, la presidente (e amministratore delegato) uscente ha ricevuto l’onore delle armi. «Vogliamo ringraziarla — ha detto l’avvocatoRoberto Cappelli, membro del Cda in quota UniCredit—: le siamo grati per quello che ha fatto» . «Si porteranno dietro tutto il meglio di questi anni, in cui hanno ottenuto ottimi risultati» , ha ricordato Damiano Tommasi, campione d’Italia con la Roma dei Sensi. «Sono state fatte grandi cose — ha sottolineato Bruno Conti—, spero ci sia continuità per questo gruppo. Non è tutto da buttare» .

IL FUTURO No, infatti la nuova era si apre anche nel segno della vecchia: tutti i dirigenti tranne Montali sono rimasti dentro. «Lasciamo lavorare i nuovi proprietari, Baldini e Sabatini sono dirigenti preparati, mi auguro Totti: «Questa famiglia fa parte della mia vita: la passione per questa maglia ci ha fatto superare ogni avversità» che arrivino grandi successi il prima possibile — è l’ultimo messaggio di Rosella Noi saremo sempre lì a tifare» . All’Olimpico, o allo stadio Franco Sensi? «Avevamo un progetto interessante, spero non vada buttato. Sarebbe un ricordo bellissimo» . Ma intanto, lei, Rosella, cosa farà? La giornalista? La presidente di Lega? «Per oggi solo la mamma. Ma il calcio mi piace tanto, vedremo» . Scommettiamo che…?

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