I conti senza pace e l’attacco da urlo

di Redazione, @forzaroma

(Corriere della Sera – B.Tucci) Non c’è pace per le casse della Roma. Ci sono alcuni milioni in ballo e, tra Unicredit e mister DiBenedetto, è guerra aperta.

Non voglio entrare nel merito della questione: sono beghe che interessano poco o niente il tifoso. Quel che preoccupa il popolo giallorosso è che non debba risentirne l’ultima fase del mercato. Si diceva fino a poco tempo fa che il «giorno del giudizio» doveva essere il 29 luglio. Ora questa data è stata nuovamente spostata. Di quanto? Verosimilmente di una settimana, ma ogni previsione può essere smentita dai fatti. Le questioni da risolvere sono ancora tante. Trovato il nuovo portiere, con l’acquisto di Stekelenburg dall’Ajax, c’è ad esempio la questione del rinnovo di contratto di Daniele De Rossi da chiarire.

Poi, c’è da affrontare il quesito degli esuberi o dello sfoltimento dei ranghi. Doni è emigrato in Inghilterra, Menez in Francia; ma di Vucinic che cosa si sa? È intenzionato ad andar via, ma non si può svendere. Ed allora come ci si comporta? Certo, se il padrone di Trigoria non ha ufficialmente un nome, la situazione non è idilliaca. Insomma, si rimane in mezzo al guado; mentre sull’altra sponda del Tevere, i cugini festeggiano in allegria il lavoro di Lotito: squadra forte ed innesti di grande valore con un attacco che si potrebbe definire «delle meraviglie» . Così, i tifosi della Roma si interrogano e non sanno darsi pace. Non vogliono più sentir parlare di guai, ma solo di problemi risolti. Insomma, di quiete dopo la tempesta.

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