“Giochi nella Roma”: beffa di un finto procuratore al baby portiere che sognava Trigoria

Il sedicente mediatore si è fatto consegnare 2500 euro in contanti promettendo un posto nelle giovanili giallorosse. Poi è sparito

di Redazione, @forzaroma

Il sogno di andare a giocare nelle giovanili della Roma si è infranto per una truffa. Una beffa bene orchestrata, che ha previsto anche un provino per quel portierino di 12 anni. I genitori – riporta “Il Giornale di Vicenza” – hanno pagato una serie di spese per vederlo trasferire in un campus nella Capitale, ma il sedicente agente sportivo che era rimasto “affascinato” dalla bravura del ragazzino vicentino, incassati i quattrini, è scomparso nel nulla.

Per questo nelle scorse settimane il papà del ragazzo ha sporto denuncia per truffa contro un procuratore che risulterebbe residente a Roma. E non è escluso che Giacomo sia l’unica vittima. “Abbiamo sentito che sarebbe accaduta una cosa simile ad un ragazzino del Bassanese”, conferma il papà del portiere.

La vicenda inizia un anno fa. La famiglia di Giacomo va in vacanza in Sardegna. Lì il ragazzino disputa il campionato esordienti ed è titolare nella sua squadra. I genitori, guardando le partite, fanno la conoscenza dell’agente, che si presenta come osservatore di diverse società di serie A e B.

La vacanza finisce ma i genitori del baby portiere e il procuratore si mantengono in contatto. Il mediatore spiega che sta organizzando un provino. E in effetti Giacomo viene chiamato a presentarsi ad Aprilia, in provincia di Latina, una domenica di dicembre. Lì ci sono ragazzini arrivati da tutta Italia, di diverse età; giocano alcune partite.

L’agente riferisce alla famiglia del ragazzo che un dirigente della Roma si è detto interessato al ragazzino. Nelle settimane successive arriva l’ok: Giacomo potrà giocare nelle giovanili dei giallorossi. Con il lockdown tutto si ferma, ma il progetto prosegue: viene spiegato che è necessario che il ragazzino si trasferisca.

Nel frattempo i genitori, grazie a dei parenti nella Capitale, lo iscrivono in una scuola media. In giugno il mediatore chiede loro una serie di “anticipi spese” per la preiscrizione al campus e per la “documentazione”. Si incontra con il papà e il nonno di Giacomo due volte fuori dal casello di Padova ovest, e i vicentini gli consegnano in contanti 2.500 euro. L’agente manda delle pratiche via mail: “Entro i primi di luglio sarà tutto definito”. In realtà, in quei giorni fa sapere che deve andare all’estero e che rientrerà in agosto. I vicentini, però, non riescono più a mettersi in contatto con lui e scoprono che il numero è disattivo.

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