Genoa-Roma, più di una partita

di finconsadmin

(Il Romanista – V. Meta) – Sette esordienti in serie A più uno in Europa League da una parte, tre dall’altra, il quarto – e il più bravo – non c’era perché impegnato in Germania all’Europeo Under 17.

L’ultima volta che Roma e Genoa si sono incontrate era la primavera del 2009, si giocava a Marassi e in palio c’era una Coppa Italia: se la aggiudicarono i rossoblù (2-0 dopo che la Roma aveva vinto 2-1 la gara d’andata), ma che di ragazzi destinati a fare strada ce ne fossero diversi era cosa abbastanza evidente. Fra questi Marco D’Alessandro, uno che in serie A aveva già esordito (il 21 marzo all’Olimpico contro la Juve, quando rischiò pure di fare gol a Buffon sotto la Sud): «Eh, quella sconfitta è stata dura da digerire – ricorda il giovane attaccante -. Avevamo fatto una grande scalata e credo che ci saremmo meritati di chiuderla con una vittoria». Insieme a D’Alessandro, contro la Juve aveva esordito in A un altro ragazzo in campo quella sera, il centrocampista Adrian Stoian, mentre Alessandro Crescenzi tornava a Marassi dopo aver fermato Cassano al suo debutto con i grandi il 22 marzo 2009. Quanto ad Andrea Bertolacci – subentrato a Tovalieri nella ripresa -, per la serie A avrebbe dovuto aspettare un anno e mezzo e la maglia del Lecce. Meglio è andata a Stefano Pettinari, esordiente con la Roma nel marzo 2010. Nel Genoa aveva già giocato con i grandi il gioiellino Stefan El Shaarawi – classe ’92, quest’anno in B con il Padova -, mentre di lì a poco sarebbe toccato ai ghanesi Boakye e Cofie (autori dei gol a Genova) e al figlio d’arte Gianluca Signorini. L’ultimo a esordire è stato Alessandro Florenzi: lui che di quella stagione fu un po’ la sorpresa – De Rossi lo lanciò titolare a gennaio per non toglierlo più -, oggi della Roma è il capitano e ha debuttato in A dando il cambio a Francesco Totti. Quella sconfitta, però brucia ancora. Insieme a Sebastian Mladen, Florenzi è l’unico romanista che potrà giocarla ancora. E magari sovvertirne il risultato.

Due anni dopo, sono cambiate tante cose. A cominciare dalla panchina del Genoa, dove Corradi ha preso il posto di Chiappino. Fra i giocatori, in compenso, è rimasto l’autore dell’1-0, l’attaccante ghanese Yadom Boakye, classe ’93, insieme a Niccol Romero, altro attaccante, e al centrocampista Riccardo Carlini, titolare sabato scorso contro la Lazio. Tornando ancora più indietro, c’è un altro precedente da vendicare, la sconfitta nella finale del Viareggio 2007, ancora un 2-1. Ai giallorossi (il gruppo degli ’87-’88) non bastò la rete di Okaka e il Genoa si portò via il trofeo grazie a una doppietta di Siligato. Due anni dopo, quella partita si giocherà ancora, stavolta con in palio una finale scudetto. Due anni dopo, è tempo di scrivere un finale diverso. È quello che si augura D’Alessandro, compagno allora e tifoso oggi: «Faccio un grosso in bocca al lupo ai ragazzi e al mister – dice Marco -. Si meritano tutti di vincere. Forza Primavera!»

 

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