(Il Romanista - G.Losi) - E’ naturale che Allegri abbia fatto sapere di voler venire a vincere. Per loro questo campionato va chiuso il prima possibile. Non credo molto a chi dice che il Milan giocherà senza spirito, lasciandosi la festa scudetto per la settimana prossima, in casa. La festa a San Siro la si potrà fare lo stesso, anche ottenendo un risultato all’Olimpico. L’ultima giornata, insomma, sarà in ogni caso un tripudio. Va detto che il Milan, secondo me, non gioca un gran calcio. Non mi hanno mai impressionato, anche se hanno dimostrato di saper vincere. Per alcuni frangenti del campionato Napoli, Udinese e Palermo, a intermittenza, secondo me hanno sfoderato prestazioni migliori di quelle dei rossoneri. Loro, comunque, sono soliti effettuare un grande possesso di palla, con una manovra abbastanza lenta, e hanno giocatori pericolosi. E a proposito di insidie, questa sera rientra Ibrahimovic. Lui è imprevedibile e forte soprattutto a livello fisico. Bisogna stare attenti. Al suo fianco, inoltre, sia che giochi Pato, sia che giochi Robinho, non c’è da stare tranquilli. Il brasiliano è vivace e può creare molti problemi, anche se è vero che spesso pecca in fase di finalizzazione. Quanto a noi, dovremo fare a meno di due pedine fondamentali: De Rossi e Perrotta. Peccato, contro il Milan la loro esperienza sarebbe stata importante. Inutile ragionare sulla formazione, credo che Montella tenga tutto nascosto fino all’ultimo momento. Inutile ragionare anche sui moduli: io credo che siano i giocatori in campo a farli. Di certo, ci servirà uno che sa coprire, davanti alla difesa. Non so come stia Brighi, lui può essere una soluzione, ma ce ne sono anche altre. L’importante è togliere l’iniziativa al Milan, che se tiene palla, il gol prima o poi te lo fa. Fossi il mister terrei in considerazione anche Menez e Vucinic: se sono in condizione mettono paura. Le critiche lasciamole da una parte. Al termine della stagione chi di dovere deciderà il destino di questi due calciatori. Ora, però, utilizziamoli, se servono. E Montella saprà bene se sono in condizione, soprattutto mentalmente. Questo campionato la Roma lo ha buttato via e ora, a maggior ragione, deve combattere per il quarto posto. Stasera si può vincere: i giallorossi possono battere chiunque. E lasciamo cadere nel vuoto queste polemiche sui rigori. Io guardo il risultato finale, ignoriamolo queste sciocchezze. Quando penso al Milan mi viene in mente un ricordo amaro, ma allo stesso tempo bello. A inizio anni ’60 vinsero a Roma per 1-0 a causa di un mio autogol. E il brutto è che quella partita ci serviva per agganciarli in classifica, visto che eravamo ad un punto da loro. Mi guardai 5 secondi negli occhi con il portiere, Cudicini, poi sentii lo stadio acclamarmi. Fu la mia consacrazione: quel giorno capii di essere amato dalla gente. E siccome avevamo disputato un’ottima partita, il presidente ci premiò con una medaglia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA