Figlio di un infortunio…d’amore

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – V.Valeri) Vi ricordate il film “Sliding Doors” (1998) di Peter Howitt, con Gwynett Paltrow e John Hannah? La vita di lei si svolge in maniera parallela, basandosi su una semplice casualità: riuscire a prendere la metro, oppure perderla e andare in taxi.

Ed è così che è possibile spiegare la vita e il talento di Bojan Krkic Pèrez, 20 anni, ormai imminente primo acquisto della Roma americana. Il padre, infatti, conosce la madre di Bojan in un ospedale nella regione di Lleyda, in Catalogna, perché appena approdato al club del Mollerussa – serie B spagnola – si fa male. È la sua ultima avventura in carriera – nonostante la giovane età – , dopo gli inizi nel Belgrado e diverse presenze con lo storico club della Stella Rossa, una sola presenza nella Jugoslavia, la voglia di cambiare aria. Bojan senior, classe ’65, arriva in Spagna nel 1988 e ha modo quasi subito di conoscere la dolce infermiera Maria Luisa Pèrez. Le condizioni fisiche non più ottimali e una buona dose di amore, lo spingono a ritirarsi a soli 24 anni. L’anno dopo ecco il piccolo Bojan. Di cosa parleremmo, oggi, se quel giovane calciatore serbo non avesse accettato il trasferimento dall’altra parte del Mediterraneo? E se non si fosse fatto male proprio in quel momento? Sliding doors, vite parallele.

CENTRAVANTI ATIPICO Ma fortunatamente è successo tutto ciò che, evidentemente, doveva succedere. Bojan Krkic junior è cresciuto – si fa per dire,visti i 169 centimetri d’altezza – a pane e pallone, e che pane! Ospite della Masia blaugrana, ha segnato più gol di qualunque altro suo predecessore nella Cantera catalana, meritandosi la prima squadra a nemmeno 17 anni. Veloce, amante del dribbling stretto, abile nel giocare di prima, Bojan è in grado di schierarsi sia come centravanti puro, sia come seconda punta. È un destro naturale ma negli anni ha imparato a usare benissimo anche il sinistro. La sua concretezza sotto porta è una garanzia e nonostante il fisico leggero, non soffre il confronto con gli avversari più alti e più pesanti, essendo stato da sempre abituato a giocare sotto età. Nel 4–3–3 di Luis Enrique non avrebbe difficoltà a ricoprire qualsiasi posizione nel reparto offensivo, ma adesso c’è già chi lo mette in concorrenza con Francesco Totti: “Se Bojan è un centravanti, viene a fare la riserva del Capitano?”. No, perché il suo essere eclettico gli permette di partire largo e accentrarsi, di girare attorno alla prima punta, di aggredire gli spazi e farsi trovare pronto sull’imbeccata filtrante di un centrocampista. Poi, in assenza del numero 10 giallorosso (non si può pretendere che a 35 anni giochi 50 partite di seguito), non è escluso che il tecnico asturiano lo schieri da primo attaccante. Ha l’età giusta, la fame di vittorie, il gol facile: benvenuto a Bojan Krkic Pèrez, figlio di un amore per caso, di una porta che si è aperta al momento giusto, di uno sguardo prolungato in una stanza d’ospedale.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy