Euforia e delusioni

di Redazione, @forzaroma

(Corriere della Sera – B.Tucci) Grande calcio. È questo il verbo che Luis Enrique ha scritto in italiano ad alcuni tifosi che gli chiedevano in spagnolo quale fosse il futuro della Roma. Il clima nel ritiro di Riscone è di grande ottimismo.

Il mister è entusiasta di come giocatori stiano rispondendo ai suoi insegnamenti ed è certo che la Roma farà un buon campionato. Una identica atmosfera si respira ad Auronzo di Cadore dove è emigrata la Lazio. Anche qui Reja tocca il cielo con le dita e ringrazia Lotito di avergli messo a disposizione un gruppo con i fiocchi. Ed allora: i tifosi debbono cominciare a sognare? Al tempo: per la Roma il quadro non è ancora chiaro, la rosa è balbettante e c’è bisogno di riempire alcuni vuoti che rendono debole la squadra in un paio di settori.

 

Per la Lazio il discorso è diverso perché la società si è mossa per tempo ed ha costruito qualcosa che effettivamente fa ben sperare. Però, come sempre, tra il dire il fare c’è di mezzo il mare ed quindi giusto non esaltarsi per poi provare una grossa delusione. Riteniamo quindi che le premesse per voltare pagina ce ne sono; ma è anche bene rimanere con piedi in terra lasciar lavorare in santa pace Roma e Lazio. I risultati verranno, ma ci vuole pazienza perché le squadre non si costruiscono da un giorno all’altro. Non tutto procede nel migliore dei modi, comunque.

Sia a Trigoria che a Formello è necessario sfoltire i ranghi se non si vuole essere travolti dagli esuberi e dalle spese. Ad esempio, che fine farà Vucinic? E Borriello? E De Rossi di cui Lucho parla come di un autentico fenomeno? Ed in casa Lazio, che cosa si dice di Floccari e dell’«impertinente» Zarate? Sono questi gli interrogativi che assillano non solo i tifosi, ma anche i responsabili di Lazio e Roma. Le risposte dovranno arrivare in tempo, prima che sia troppo tardi e ci si ritrovi con l’acqua alla gola.

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