DiBenedetto si presenta «Roma, apriamo un ciclo»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Catapano) Dice Francesco Totti: «Spero che gli americani abbiano lavorato nel verso giusto» .

Ma ricostruire una società, ristabilire l’equilibrio finanziario e al tempo stesso alzare la competitività della squadra, è impresa più difficile che indossare una maglietta nell’unico verso giusto, appunto. Ci vogliono intelligenza e lungimiranza per capire qual è la direzione migliore da prendere, e non è detto che sia quella più breve. Infatti, la nuova Roma avrà bisogno soprattutto di tempo. E se i tifosi non vorranno esserle «complici» (copyright Sabatini), che almeno abbiano un po’ di pazienza. Per loro, e per il Totti di ieri, valga questa sintesi del DiBenedetto pensiero: «Ci vuole poco tempo per allestire una squadra subito vincente, ce ne vuole di più per costruirne una che vinca per anni» .

IL TEAM Riequilibrio dei conti, rispetto del fairplay finanziario, riduzione del monte ingaggi, aumento dei ricavi, ringiovanimento della squadra, apertura di un ciclo vincente: sono le linee guida del «progetto a lungo termine» che oggi Thomas Di-Benedetto, patron in attesa del definitivo passaggio di consegne, spiegherà nella presentazione evento in programma a Trigoria. Facile prevedere il tenore delle domande che gli verranno rivolte: qual è il budget per la campagna acquisti? Ci saranno cessioni eccellenti? Dopo i giovani talenti, arriveranno anche i grandi campioni? Sarà difficile ottenere risposte.

Del resto, DiBenedetto le risposte giuste le ha già date ieri a Walter Sabatini e Claudio Fenucci (mentre Franco Baldini è rimasto a Londra, dove però ha ottenuto il via libera dalla federcalcio inglese, che oggi ufficializzerà il suo trasferimento a Roma da ottobre) che in una riunione mattutina gli hanno illustrato il planning della campagna acquisti e l’impatto che ogni operazione avrà sui bilanci. Piano letto e approvato.

Il mercato della Roma è soltanto all’inizio, su entrambi i fronti, acquisti e cessioni. «Abbiamo molto lavoro da fare, ma avremo le risorse necessarie per farlo» , la mission che ha consegnato ai suoi collaboratori. Fin qui, il lavoro di Sabatini lo ha soddisfatto. DiBenedetto è rimasto molto colpito, in particolare, dalle immagini di Lamela. Ha condiviso anche l’ingaggio di Kameni. «Se è stato scelto dall’allenatore e dal direttore sportivo— ha sottolineato —, vuol dire che è una scelta della Roma: questo significa giocare di squadra» .

SOCI O RIVALI? Una concezione, quella del team, molto americana, che andrà trasferita in una realtà, invece, molto italiana. E quindi poco abituata a giocare di squadra. Ad esempio, il consorzio americano e UniCredit sono partner o competitors? Oggi DiBenedetto e Roberto Cappelli, legale di fiducia della banca e presidente ad interim fino al closing, ovviamente prometteranno che andranno d’amore e d’accordo. Ma quel che è accaduto a Londra due giorni fa ha fatto venire qualche dubbio: si sono dovuti rivedere termini e tassi del finanziamento che la banca ha concesso per lo start up dell’operazione, fatto insolito alla vigilia del closing. La cosa è stata risolta, tanto che da Bingham, lo studio legale di Boston che assiste DiBenedetto, sono già partiti i nuovi contratti. Ma la cogestione con la banca andrà monitorata, tema che Luis Enrique ottimista: «I tifosi vedranno subito che giocheremo per vincere» peraltro è stato affrontato anche ieri nel corso di una conference call col vice d. g. UniCredit Paolo Fiorentino. L’intenzione c’è Stamattina DiBenedetto e Cappelli saranno presentati alla squadra. La proprietà ha apprezzato molto le prime parole pronunciate da Luis Enrique. «Voglio che la gente veda, fin dall’inizio, che giocheremo per vincere. È necessario che ci sia da parte di tutti lo spirito giusto per fare ogni volta i tre punti, in casa e fuori: questo è il mio progetto» . E su questo sono tutti d’accord

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