DiBenedetto: «Siamo felici, guardiamo al futuro»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – P.Bruni) Blackberry nero, abiti casual, occhiali scuri e la solita scorta al seguito. Thomas Richard DiBenedetto si è presentato così ieri pomeriggio all’Acquacetosa,al centro sportivo “Giulio Onesti”,per assistere alla sfida di baseball fra l’Urbe Roma e Reggio Emilia, squadra in cui milita il suo Thomas jr.

Il prossimo presidente della Roma, sistemati gli impegni di rappresentanza con Unicredit, accompagnato dalla moglie Linda Marie e dal figlio più piccolo,Mark Anthony (che tra l’altro ha studiato nella Capitale per diversi mesi),si è concesso giornata di relax e svago. «Questa non è una conferenza stampa – ha voluto subito puntualizzare l’americano davanti ai microfoni–, sono venuto qui per stare con la mia famiglia. Quanto ci vorrà per costruire la nuova Roma? Sicuramente più di sette giorni, di più ‘non saccio’. Con Unicredit abbiamo lavorato sodo e insieme per trovare un accordo. Adesso siamo contenti e guardiamo verso il futuro». Stretto dal cordone di bodyguard e affaticato dal sole che picchiava sull’Acquacetosa,il tycoon ha preferito glissare sugli aspetti prettamente tecnici della trattativa ma non si è sottratto ad un paio di battute sul momento che si sta vivendo a Trigoria: «Se sono venuto a conoscenza della questione tra Baldini e Totti? Sì, certamente. De Rossi? E’ davvero un grande giocatore,così come Lamela che ha segnato un gol molto bello e ha giocato una gara fantastica (la sfida d’esordio dell’Argentina al Mondiale under 20 col Messico, vinta dalla Seleccion per 1-0,ndc)». Conclusione, invece, riservata alla prestazione del figlio: «Credo che possa fare meglio». Il pomeriggio di DiBenedetto era iniziato una mezzoretta prima, verso le 15.25 quando ha fatto il suo ingresso nel centro tecnico a bordo della solita autovettura coi vetri oscurati. Pantaloni chiari, berretto con visiera in mano e magliettina blu notte, è sembrato a suo agio nella bella cornice dell’impianto: qualche istante per prendere confidenza con l’ambiente, un paio di battute con Graziella Casali, la numero uno della società emiliana e poi lì, seduto con lo sguardo fisso sul diamante di gioco in attesa di scorgere il 44, il numero di maglia del primogenito.Tra un fuoricampo e uno strike,mister DiBenedetto ha trovato il tempo per intrattenersi al telefono (magari con l’amico e socio James Pallotta) e parlare, comunque, della Magica. Circa una decina di minuti arricchiti da un paio di battute accompagnate da una fragorosa risata e alcune smorfie quasi compiaciute. Alla fine del primo inning (una fase di gara del baseball),si è avvicinato al centro della tribuna e,con la solita immancabile disponibilità, dopo aver sbrigato la pratica davantia telecamere e taccuini, si è dedicato ai tifosi. Cinque minuti da grande appassionato a firmare autografi, stringere mani e farsi fotografare da un gruppetto di sostenitori che lo acclamavano e gli chiedevano di costruire una squadra fortissima. Risolte le “formalità” con gli appassionati,il finanziere di Boston ha ripreso posto nell’area “vip” della tribuna e si è messo a parlottare col figlio Mark Anthony che, nel frattempo, impugnava una cartina della città dove aveva fatto dei segni a penna su alcuni monumenti da visitare alla prima occasione libera (probabilmente già oggi in tarda mattinata). Successivamente,dopo aver continuato a seguire l’incontro, ha impugnato una copia de“Il Romanista” e si è messo a scorrere con gli occhi qualche articolo: dapprima sfruttando i suoi primi approcci con l’italiano e in un secondo tempo facendosi aiutare dalle persone che gli sedevano accanto. Una lettura appassionata che, però, era stata preceduta dalla moglie. La signora Linda Marie,infatti, aveva già afferrato il giornale ed era rimasta piacevolmente impressionata dall’impaginazione e dalle ben nove pagine che parlavano esclusivamente della As Roma. Riposta la copia nella borsa, lo sguardo si è rivolto nuovamente al diamante di gioco e al turno di battuta del suo “Riccardino”. Non è mancata neppure una divertente parentesi, quasi al limite del surreale,con un signore del pubblico, un ometto coi capelli bianchi di circa un settantina d’anni. Tal Alessandro Simeli, infatti,si è avvicinato all’area recintata e ha chiesto di poter parlare «col presidente». Il motivo? Originario della Campania sosteneva di essere parente alla lontana della signora Linda Marie. Fra loro è nata una divertente conversazione,una chiacchierata che si è allargata a macchia d’olio e ha “costretto”l’imprenditore statunitense a fare da interprete. In fin dei conti, un’atmosfera sobria e appassionata per la prima uscita ufficiale da presidente defacto. Per quella sul campo, invece, bisognerà attendere ancora un pochino: DiBenedetto ha già fatto sapere che il 28 agosto, alle 20.45, all’esordio in campionato della squadra di Luis Enrique contro il Bologna, lui ci sarà e siederà nella tribuna del Dall’Ara.Thomas DiBenedetto resterà nella Capitale fino a giovedì poi, dopo un periodo di riposo in Florida, si ripresenterà in Italia il 17 agosto per apporre le ultime firme e diventare, assieme ai soci Pallotta, Ruane e D’Amore, il nuovo proprietario della Roma. Per i gradi di presidente, al momento sul petto dell’avvocato di UniCredit, Roberto Cappelli, dovrà invece attendere il Cda del club che dovrebbe essere convocato tra la fine di agosto e i primi di settembre. E il baseball? Gara1 è terminata alle 19, con la vittoria dell’Urbe Romaper 6-5. Thomas DiBenedetto junior,sconfitto, ha quindi potuto concedersi una cena con la famiglia, per poi prepararsi a tornare in campo. Alle 20.30 è cominciata gara2.

 

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