DiBenedetto chiede a UniCredit di accelerare

di finconsadmin

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) La voce del padrone. Magari resa soffusa dalla distanza che la conference call attutisce soltanto, ma oggi Thomas DiBenedetto— presidente in pectore della Roma — vorrà avere un quadro chiaro della situazione tecnico-societaria che si sta snodando in questi giorni in riva al Tevere.

D’altronde ce n’è bisogno, visto che le voci (vere e fasulle) si assommano ogni giorno.

 

Slittamento Non a caso ieri è cominciata a rimbalzare la voce che il passaggio di proprietà tra Uni-Credit e la cordata Usa potesse slittare ad agosto, cioè addirittura fuori dai termini contrattuali, che prevedono la chiusura non oltre il 31 luglio. Ma che cosa succede? Premesso che da tempo la banca e DiBenedetto avevano trovato l’accordo per ratificare il closing dopo il 30 giugno, perché UniCredit— per ragione contabili— aveva interesse ad inserire la cessione nel bilancio del secondo semestre dell’anno, si è lavorato per far sì che i termini ufficializzati dall’a. d. Ghizzoni («4 luglio» ) fossero rispettati. Non è stato possibile, e questo ha alimentato un vorticoso rimpallo delle responsabilità. Detto questo, acclarato che martedì il Cda di UniCredit darà il via ufficiale al di finanziamento indispensabile per il closing, ieri sia i portavoce della cordata Usa, sia la banca concordavano: possibile uno slittamento sui termini ipotizzati da Ghizzoni, ma al massimo alla metà del mese di luglio, e quindi senza nessun contraccolpo sulla trattativa. Caso Sensi Entrambe le parti, poi, hanno precisato come la ruggine fra UniCredit e la famiglia Sensi sulla monetizzazione di una parte dei beni residui della Italpetroli (10 milioni) sia reale, ma non ha alcun legame con la cessione della Roma. I Sensi cioè — anche se si sussurra come non abbiano affatto agevolato il disbrigo di alcune parti burocratiche — non hanno il potere per impedire il passaggio di proprietà entro i termini stabiliti dal contratto. Impressioni finali? Occhio alle polpette avvelenate. Ma una maggiore celerità non avrebbe affatto guastato.

 

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