Da Vucinic a De Rossi ecco le grane di mister Luis

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – A.Angeloni) De Rossi, Vucinic, Pizarro, Julio Sergio, Menez, Borriello, Cicinho. Casi, normali questioni tecniche e/o psicologiche, osservati speciali, l’elenco è sufficientemente lungo per il momento.

Chi per un motivo, chi per un altro, si presenteranno al cospetto di Luis Enrique qualche calciatore scontento, in attesa di rinnovo o in partenza. Ci sarà pure chi, come Cicinho e Pizarro, proverà a far cambiare idea al tecnico sulla loro adattabilità al calcio dell’asturiano.

Una delle questioni più scottanti è ovviamente quella legata al contratto di De Rossi. Daniele ora vuole parlare con i nuovi proprietari, dopo che lo scorso 12 giugno aveva visto a Trigoria Luis Enrique e aveva mostrato al ds Walter Sabatini la sua «motivazione feroce». Da quel momento è successo poco: motivazione a parte, la data di scadenza del suo contratto era ed è rimasta inesorabilmente giugno 2012. Tra Sabatini e Sergio Berti, manager di De Rossi, solo qualche chiacchierata e niente di più. Appuntamento proprio in questi giorni, quando si affronterà meglio il problema. La Roma vuole che De Rossi resti, vuole sapere che ne pensa il calciatore che, per tanti motivi, ha rimesso in discussione la sua permanenza nella capitale. Le condizioni possono essere economiche, ambientali, di progetti, tanti aspetti insieme.

Di sicuro, De Rossi può presentarsi davanti ai dirigenti della Roma con offerte da capogiro che gli sono arrivate da più parti, non ultima quella del Chelsea di Villas Boas. Per non parlare poi del solito Real Madrid o della cotta che Roberto Mancini, tecnico del City, ha da sempre per lui. La Roma, se sarà solo una questione economica, cercherà di accontentarlo, altrimenti si prenderanno altre decisioni: quella di andare avanti con il contratto in scadenza e riparlarne, oppure di considerare l’ipotesi di una cessione (molto dolorosa) o, infine, di aspettare la fine del contratto. Intanto c’è il ritiro e il problema si proverà a risolverlo prima, quantomeno a smussarlo. Per adesso, di offerte ufficiali sul tavolo di Sabatini, non sono arrivate: questo fanno sapere.

A Brunico ci saranno pure i vari Pizarro, che non rientra nei piani tecnici di Luis Enrique, Vucinic che non è un cedibile a tutti i costi, e Julio Sergio, che per ora non va al Malaga e magari proverà a giocarsi il posto con il nuovo portiere (in ritiro ci saranno pure, agli ordini di Franco Tancredi, Lobont, Curci e Pigliacelli). Mirko non è sul mercato, può andarci a finire per un’offerta più o meno indecente. Ma per ora, il tecnico e Sabatini vogliono parlare con lui per conoscere da vicino il suo stato d’animo, se ci si può lavorare o no.

Pare di sì, a quanto riferisce Alessandro Lucci, il procuratore di Mirko, che sta cercando pure di piazzare l’altro suo assistito, Julio Sergio, ma senza fretta, senza troppe pressioni. La Roma non lo scarica, se mai ci sarebbe da accontentare la sua voglia di giocare, che per ora pare non essere assecondata dal nuovo staff tecnico. Però non si sa mai. Pizarro viene trattato con il massimo rispetto: se pensi che qui non ci sia spazio per te e vuoi andare via, ti regaliamo il cartellino. Se mai decidesse di optare per l’estero, libererebbe il posto da extracomunitario. Deciderà lui. E tra l’altro pare non abbia intenzione di lasciare Roma. E Luis Enrique lo studierà da vicino.

Altre questioni da sistemare: Marco Borriello e Jeremy Menez. La Roma li considera entrambi «valori tecnici importanti», ma col tempo possono diventare di troppo, visti gli arrivi di Bojan (tra domani e mercoledì sarà a Roma per il raduno) e Lamela (in arrivo il passaporto spagnolo entro la metà del mese). Il francese non ha trovato squadra, il centravanti, che nella capitale ha fatto vedere buonissime cose, aspetta e valuta. Manca tanto al 31 agosto. Si vedrà.

 

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