Criscito: Totti l’ha già “battezzato”, lui ha reagito

di finconsadmin

(Il Romanista-V.Valeri) Scorrendo la biografia calcistica di Domenico Criscito, Mimmo per amici e addetti ai lavori, ci si chiede se ogni tanto non venga colto da crisi d’identità: dal 2002 ad oggi, infatti, il terzino sinistro classe 1986 è stato oggetto di rimpallo continuo tra il Genoa e la Juventus,

squadre con le quali ha anche cambiato ruolo all’interno del reparto difensivo.

Nelle ultime ore, poi, il mercato lo dà come lontano dalla Liguria, per compiere il definitivo salto di qualità che sicuramente merita. L’Inter a fine gennaio aveva trovato l’accordo con Preziosi, ma ha visto sfumare l’affare per colpa di Davide Santon, che rifiutò i Grifoni e poi finì al Cesena in cambio di Nagatomo. Oggi a volerlo è anche la Roma, che cerca un’alternativa valida a John Arne Riise; le caratteristiche di base sono quelle giuste: giovane, italiano, affidabile, duttile (infatti può giocare anche come centrale) e tra l’altro ormai fisso nel giro Azzurro, anche se soffre la concorrenza di Balzaretti. Domenico vale dai 10 ai 15 milioni, ma per convincere il Re dei Giocattoli made in Italy a sganciarlo e abbassare la spesa cash, potrebbe bastare l’inserimento nella trattativa di una contropartita tecnica: Leandro Greco possiede l’identikit giusto. Ma quale e quanta strada ha fatto Criscito per arrivare ad essere un giocatore conteso dai maggiori club italiani?

DALLA PRIMAVERA ALLA PROMOZIONE Nato a Cèrcola, vicino Napoli, il 30 dicembre del 1986, Mimmo Criscrito ha iniziato a tirare calci al pallone con la Virtus Volla, società dell’Eccellenza campana. Sembra già avere la stoffa del calciatore, e la sua fortuna si chiama Claudio Onofri, ex difensore e capitano del Genoa, nato a Roma ma da sempre legato alla realtà genoana, che lo nota e decide di portarlo al Nord. A 16 anni, Criscito inizia la trafila delle giovanili nella squadra rossoblu, che nel frattempo è impegnata in un difficile campionato di B. Il tecnico Rino Lavezzini, subentrato a Torrente – che a sua volta aveva rilevato Onofri – addirittura lo fa esordire, il 7 giugno 2003, nella vittoria casalinga contro il Cosenza; partita inutile, perché sia i liguri che i calabresi hanno già tutti e due i piedi in serie C. I Grifoni furono successivamente ripescati, in seguito al famigerato “caso Catania” che dopo ricorsi e contro ricorsi portò al decreto Salvacalcio e al blocco delle retrocessioni. Così per Mimmo c’è la possibilità di disputare un altro anno di cadetteria, ma né Roberto Donadoni, né Gigi De Canio gli regalano qualche minuto in prima squadra. Così la Juventus di Luciano Moggi lo acquista nel 2004, in comproprietà, lanciandolo nella sua Primavera che due anni dopo avrebbe vinto lo scudetto. Con già 10 presenze tra Under 17 e Under 18, grazie alle ottime prestazioni in bianconero e a qualche panchina di serie A, Criscrito viene convocato anche in Under 19 e successivamente passa all’Under 20. Ma sono solo parentesi, perché il difensore dell’hinterland napoletano è destinato alla maglia dell’Under 21, che conquista nel corso della stagione 2006/2007, giocata con il Genoa in serie B: Gasperini lo promuove titolare (36 presenze e 4 gol) e alla fine dell’anno il Grifone festeggia la promozione nella massima serie.

GALEOTTO FU IL CAPITANO Di proprietà della Juventus, Mimmo torna a Torino nel primo anno di A dopo il Purgatorio inflitto da Calciopoli. Sulla panchina c’è Claudio Ranieri, che lo schiera da centrale difensivo insieme al portoghese Andrade; ma il 23 settembre 2007, all’Olimpico, è Francesco Totti a togliere dal campo Mimmo, che non riesce a fermare il Capitano in entrambe le reti segnate (l’1-1 e il 2-1, la gara finì 2-2). Ranieri lo sostituisce nel secondo tempo e poi sposta Chiellini centrale: finisce la stagione da titolare per l’allora 21enne Criscito, che da gennaio torna nuovamente al Genoa, dalla quale non andrà più via. Centosedici presenze e 6 gol in tre anni e mezzo di A, la convocazione in Nazionale da parte di Marcello Lippi per l’amichevole di agosto contro la Svizzera nel 2009, l’anno dopo è titolare in Sudafrica nello scempio Azzurro. Da terzino sinistro, il campano trova finalmente la sua dimensione: sale e scende con grande velocità, tenta spesso il tiro e a volte prende anche la porta. Con la Roma ci riesce alla prima stagionale del 2009/2010, in casa, con un destro al volo – non il suo piede – che contribuisce alla sconfitta giallorossa. Una piccola vendetta nei confronti di Francesco Totti, due anni dopo.

CIAO PREZIOSI Con un posto fisso anche nella Nazionale di Cesare Prandelli e gli occhi delle big puntati addosso, Domenico Criscito desidera cambiare aria. La sua esperienza al Genoa, iniziata quasi 10 anni fa, è giunta al capolinea. Su di lui c’è il forte interesse dell’Inter, che è tornato alla carica dopo il mercato invernale e ha offerto ai liguri una cifra cash e la scelta tra tre contropartite tecniche: McDonald Mariga, Felice Natalino ed Emiliano Viviano, quest’ultimo per niente allettato dalla prospettiva di giocare in rossoblu. Anche Walter Sabatini, però, vorrebbe tentare di convincere l’entourage del difensore, cosa non difficile quanto invece è battere la concorrenza di Massimo Moratti. La Roma ha proposto al ds Capozucca uno scambio con Greco, ma la risposta ancora non c’è stata: «Mimmo verrà ceduto – ha detto Preziosi – e se lo prenderà chi si presenterà per primo. È tanto che gioca con noi, ora merita una chance importante ». Come detto, il problema non è l’ingaggio, né la volontà del ragazzo. Ma la ferma intenzione dell’Inter di ringiovanire e italianizzare la propria rosa, operazione partita con Giampaolo Pazzini e che il ds Branca vuole proseguire puntando sul terzino Azzurro.

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