Clichy: Wenger gli disse «Seguimi e giocherai» Lo seguì e vinse

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista-V.Valeri) Walter Sabatini sta stringendo la presa su Gael Clichy, terzino sinistro attualmente di proprietà dell’Arsenal. In quel ruolo, infatti, la Roma ha estremo bisogno di tutelarsi.

Riise è in scadenza nel 2012 e la sua ultima stagione non è stata certo incoraggiante.

Clichy, 26 anni, piace molto a Luis Enrique e alla dirigenza giallorossa, avendo mostrato in questi anni di essere un giocatore fisicamente importante, tecnicamente valido e affidabile nella difficile fase difensiva. Avendo ancora solo un anno di contratto con i Gunners, il nazionale francese ha un cartellino che oscilla tra i 7 e i 10 milioni di euro al massimo, cifra trattabilissima. Nonostante la stima di Arsene Wenger, dei compagni e dei tifosi, Clichy quest’estate ha deciso di non accettare offerte di rinnovo da parte dei dirigenti londinesi; tante le sirene che lo tentano: Juventus e Barcellona, ma anche il Real sono concorrenti più che pericolose per la Roma. Sembra, però, che i dialoghi tra Sabatini e l’entourage del difensore siano in stato avanzato, tanto che l’agente Yvan Le Mee, due giorni fa ha fatto trapelare qualcosa: «Ora non posso parlare – ha spiegato – , saprete qualcosa di più tra un paio di settimane». È solo un caso che questi siano, più o meno, i tempi d’attesa prima dell’insediamento ufficiale di Tom DiBenedetto? Chissà. Per ora dall’Inghilterra arrivano solo conferme, nessuna smentita.

SCELTO DA WENGER Gael Clichy nasce a Tolosa, Alta-Garonna, il 26 luglio del 1985. Con il padre di origini della Martinica e la madre francese, Gael crebbe in periferia, precisamente a Citè de L’Herse. A 5 anni ha già il pallone tra i piedi, nel minuscolo club locale dell’Hersoise. A 11 anni si sposta al Cugnaux, dove rimane un solo anno. Stessa cosa farà al Muret, per poi concludere la sua crescita nel Tornefeuille, club militante tra i dilettanti. Dal 1998 al 2000, per tre anni, Gael si allena durante la settimana con il Castelmaurou, una specie di accademia calcistica francese, ma nei weekend disputa il campionato regionale con il Tornefeuille. Dopo questa esperienza formativa e dopo aver studiato al Collège Leonardo Da Vinci, gli occhi di numerosi club cadono su di lui. Il ragazzo, che col tempo impara a usare entrambi i piedi, ha vissuto una veloce e fruttuosa evoluzione da attaccante a difensore, passando per il centrocampo, e proprio per questo suo eclettismo viene scelto dal Cannes, allora in Ligue 2, per essere inserito nelle giovanili. In due stagioni, ottenuta la prima squadra, scenderà in campo 15 volte senza segnare. Si accorge di lui Wenger, manager sempre attento alle giovani promesse provenienti dal suo paese, che offre all’appena maggiorenne Clichy un contratto con l’Arsenal e gli fa una promessa: «Giocherai».

INVINCIBILI GUNNERS La stagione 2003/2004 è subito da sballo per il “colored” che viene dai Pirenei. Da sostituto naturale di Ashley Cole, Gael si gode la cavalcata sensazionale dell’Arsenal verso il suo dodicesimo titolo, ottenuto senza mai perdere un match di Premier. A 18 anni e 10 mesi, il terzino è il più giovane giocatore a vincere il campionato inglese: un record condito anche da 12 presenze, di queste la prima è 22 novembre 2003 contro il Birmingham City. Comprese le coppe, saranno 21 le apparizioni dell’ex Cannes al primo anno londinese. Dall’anno successivo in poi, Clichy accresce il suo bottino di presenze, anche grazie a qualche infortunio del titolare Cole. Peccato che nel 2006, quando si presentò l’occasione concreta per diventare la prima scelta di Wenger – Ashley Cole si era appena fatto male al piede destro – al difensore transalpino capitò lo stesso “contrattempo”, che lo escluse quasi 5 mesi dai campi. Rientrò in Champions contro il Villarreal, in una semifinale al cardiopalma, durante la quale Lehmann parò un rigore a Riquelme, per un fallo commesso proprio da Clichy ai danni di Josè Mari.

BLUES AMARI Per realizzare il suo primo gol con l’Arsenal e da professionista, Gael Clichy dovrà aspettare il 2008. E’ il 1° novembre e i londinesi battono lo Stoke City per 2 – 1. A gennaio dello stesso anno, nel frattempo, Raymond Domenech aveva già chiamato il ragazzo per la prima volta nelle selezione maggiore, dopo averlo osservato nelle giovanili. L’occasione è un’amichevole con la Spagna, ma Clichy non vede il campo. Il 10 settembre finalmente l’esordio contro la Serbia, durante le qualificazioni ai Mondiali 2010. Da quel momento, Gael si gioca il posto con Patrice Evra, ma spesso siede in panchina. Arriva, però, la soddisfazione di essere convocato per la missione in Sudafrica: viene da pensare che per lui fu più un danno che un onore. La squadra dei blues fece peggio dell’Italia, facendosi eliminare da Messico e Uruguay nel girone di qualificazione: i giocatori fecero fronda contro il tecnico, Anelka venne espulso e tutti gli altri sospesi con tempistiche diverse. Clichy venne promosso a terzino sinistro titolare dal nuovo ct Laurent Blanc, ma una sfortunata gara contro la Bielorussia lo bruciò subito: nonostante il forfait di Abidal a causa di un tumore al fegato, Blanc decise di richiamare Evra.

ROMA CALLING Dopo quasi 8 anni in Inghilterra, nei quali ha conquistato solo uno scudetto, una Community Shield e una FA Cup, Gael Clichy ha capito che è ora di cambiare aria. A 26 anni da compiere il francese è ancora in fase di maturazione, con ampi margini di miglioramento, e il campionato italiano potrebbe stuzzicarlo non poco. Rispetto ad altre opzioni, quella romana e giallorossa gli darebbe molte più garanzie, a prescindere da quello che sarà il destino di Riise. Il titolare di Luis Enrique sarebbe lui, senza dubbio. Franco Baldini, tanto per smentire chi pensa che la nuova Roma sia un baraccone di improvvisati che brancolano nel buio, è da questo inverno che lavora ai fianchi il giocatore e il suo manager per convincerli dell’idea. Convinere l’Arsenal a privarsi di Clichy, prima che scappi a parametro zero, è ancora più semplice. C’è solo da mettersi d’accordo sui soldi: ma i primi di luglio avremo novità.

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