Centrocampo azzurro

di Redazione, @forzaroma

(Il Tempo) Intrecci azzurri. Nel futuro centrocampo della Roma c’è posto per uno o più rappresentanti della Nazionale di Prandelli.

A cominciare da De Rossi. Entro il fine settimana, compatibilmente con i reciproci impegni, Sabatini e l’agente di «Capitan Futuro» Sergio Berti potrebbero tornare a vedersi, probabilmente a Milano. C’è una distanza considerevole da colmare: De Rossi, partito da una richiesta superiore ai 6 milioni, prova ad ottenerne non meno di 5 netti all’anno, la Roma non vorrebbe discostarsi dagli attuali 4.2. Si lavorerà molto sui premi per raggiungere un’intesa, anche se il margine di manovra della società è ristretto: il taglio ai costi, quindi in primis al monte ingaggi, è un obbligo per il club in vista del fair play finanziario. I dirigenti giallorossi sono pronti a qualsiasi evenienza: Real Madrid e Manchester City rimangono alla finestra.

Se De Rossi troverà l’accordo con la Roma, potrebbe ritrovarsi al suo fianco il compagno di nazionale Marchisio. La Juventus lo ha offerto nell’affare-Vucinic, il centrocampista torinese è stato allertato e ci sta pensando. La Roma vuole almeno 20 milioni per il montenegrino e, se accetterà la contropartita Marchisio, chiederà almeno 10 milioni di conguaglio. L’altra possibile carta di scambio è Sissoko. Un altro azzurro sul mercato è Montolivo. In scadenza di contratto tra un anno con la Fiorentina, ha gli occhi del Milan puntati addosso. Il suo manager Branchini ha contatti frequenti anche con Sabatini al quale ha illustrato la situazione del centrocampista. Alla Roma Montolivo non dispiace ma «ufficialmente» non fa parte degli obiettivi. Almeno per adesso. Nei mille discorsi di mercato dei dirigenti romanisti è entrato pure un certo Aquilani: nei mesi scorsi il Liverpool ha sondato il terreno per un suo clamoroso ritorno a Trigoria. «No, grazie la risposta». Intanto l’ex giallorosso è tornato ad allenarsi con i Reds: la Juventus gli aveva promesso che lo avrebbe riscattato e non lo ha fatto, preferendo ingaggiare Pirlo a parametro zero. Ora Aquilani è prigioniero del suo ingaggio, oltre 3 milioni e mezzo all’anno, ma sa di essere sul mercato allo stesso prezzo pattuito con la Juve prima che saltasse l’affare: 10 milioni di euro più bonus, la metà di quanto lo pagò il Liverpool alla Roma. Al momento in Italia lo seguono con interesse Milan, Inter e Fiorentina, il ritorno a Trigoria è una suggestione che gli fa paura soltanto a pensarla.

L’attualità della Roma ha altri nomi. Ieri Sabatini ha lavorato alla definizione degli acquisti di Bojan e Josè Angel. C’è accordo totale per entrambi, ogni giorno può essere quello giusto per gli annunci. «Non posso ancora parlare della Roma – ha detto Bojan a margine di un evento benefico a Barcellona – spero di fare molto bene nel prossimo club e di dimostrare quanto valgo». Sabatini e Fenucci stanno definendo con il Barcellona gli ultimi dettagli delle clausole per il riscatto a favore degli spagnoli. Dopo il Tottenham, il giocatore ha detto no anche al Getafe. In arrivo Nego, poco più distante Stekelenburg: il ds volerà in Olanda solo quando avrà raggiunto l’intesa con l’Ajax. Oggi sbarca a Roma Doni per l’addio. Lo aspetta una «buonuscita» da un milione e mezzo e un biennale dal Liverpool, a meno di un inserimento dell’ultimora dell’Atletico Madrid. Dopo l’ok sul raddoppio degli extracomunitari, Sabatini deve piazzare all’estero almeno uno tra Vucinic, Simplicio, Pizarro, Barusso e Juan per liberare la seconda «casella». Solo Juan è incedibile. Ieri a Trigoria Fenucci ha incontrato Pradè: l’ex ds è ancora in bilico. Presente anche il nuovo responsabile sanitario Gemignani che sta scegliendo insieme alla società i medici a cui affidare la squadra.

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