Campionato, vince lo spread

di Redazione, @forzaroma

(L’Espresso – G. Turano) – Non è un campionato per progetti. Chi era forte l’hanno scorso si è rafforzato. Chi era debole si è indebolito. Succede anche in economia. E’ la crisi, bellezza.

I due anticipi di sabato hanno celebrato i dogmi del calcio, uno sport che gode di essere conservatore. Roma e Milan, in fondo, sono bocciate dallo stesso principio. Il calcio è una struttura sociale semplice. Prevede un padrone-proprietario che gestisce il club in prima persona, un lavoratore dotato di potere contrattuale relativamente elevato, un pubblico capace di imporre la dittatura della democrazia cacciando giocatori, allenatori e, in casi estremi, i proprietari stessi.

Milan e Roma, in questo momento, sono due squadre senza padroni. Hanno due numeri uno operativi che sono Adriano Galliani, di diritto, e Franco Baldini, di fatto.

 
Il proprietario del Milan non segue più la squadra. Quando lo fa, è per vendere, vendere e ancora vendere. Non potendo comprare campioni, Galliani segue schemi vecchi di vent’anni. Siamo in difficoltà? Compriamo un olandese. Una volta erano Rijkard o Seedorf. Ieri era Van Bommel, oggi è De Jong, calciatore in netto calo di rendimento da quando gli hanno spiegato che non può sempre spaccare le gambe dell’avversario.

 
L’allenatore è Allegri. Grazie al “modulo Ibrahimovic” ha vinto uno scudetto. Ma dovrebbe piuttosto passare alla storia per avere tolto dalla lista  Champions Pippo Inzaghi, che anche sulla soglia dei 40 può giocare titolare in questo Milan, e per avere escogitato insieme a Galliani il più grande autogol di mercato degli ultimi dieci anni, la cessione di Pirlo alla Juve.?Ad aggravare il caos societario c’è la figura di Barbara Berlusconi (torna bionda, BB, per favore!).?Tra l’erede Fininvest e Galliani c’è la stessa simpatia che affratella Pippo e Allegri. Ma Silvio non ha il coraggio di dare la squadra alla figlia (Pato vicerè?) e non ha tutti i torti.

Se Milanello non ride, Trigoria piange. Contro la Juventus la squadra ha dimostrato di non avere i 19 minuti nelle gambe e questo è strano per una formazione allenata da Zeman. Il boemo ha dichiarato che i ragazzi non lo seguono. E’ un uomo sincero e c’è da credergli. Del resto, per i ragazzotti ingaggiati in giro per il Sudamerica, Zdenek è un vecchietto bizzarro di cui non hanno mai sentito parlare e non la bandiera dell’indipendenza contro i poteri forti capace di pagare a caro prezzo per le sue idee.

 
Le altre figure di maschio alfa in giallorosso sono difficili da identificare. La proprietà non ne fornisce. Dopo la batosta con la Juve arriverà il neopresidenteJim Pallotta da Boston, farà un cazziatone urbi et orbi e se ne tornerà nel Massachusetts, dove lavora. Né la sostituzione di Di Benedetto con Pallotta dopo poco più di un anno ha suggerito solidità.? Per lo spogliatoio il boss è Baldini, il direttore generale. E’ carismatico, parla le lingue, i giornali lo stanno a sentire, è stato al Real, nella nazionale inglese e molti dei più grandi club, dalla Juventus al Chelsea, gli hanno offerto un contratto per molti più soldi di quelli che prende alla Roma. Ecco appunto il problema.

In una situazione come quella della Roma, l’unico riferimento societario è un signore che ha offerte in continuazione e che si è già fissato ?€“ lo ha detto lui stesso ?€“ un termine per decidere se ha fallito e se deve andarsene.?Per lui è facile trovare un posto migliore ed è proprio questo, paradossalmente, a creare incertezza tra i giocatori. Lotito non può andarsene dalla Lazio, né Moratti dall’Inter o De Laurentiis dal Napoli, e via dicendo. Ossia, possono ma è difficilissimo vendere una squadra di serie A. Lo stesso Galliani ha basato la sua forza non tanto sul mandato di SB ma sul fatto che nessuno lo immagina altrove che a Milanello e forse nessun altro club ha mai pensato di offrirgli un posto.

Il calcio si basa sulle vecchie leggi della marineria. Il capitano, chiunque sia, va a fondo con la nave. Se il capitano è l’unico sicuro di scamparla, la ciurma si fa i fatti suoi. Anche se il titolo del post parla di due progetti alla frutta, sarebbe più esatto considerare due porzioni e mezzo di ananas. Non si illudano gli interisti. La loro vittoria di domenica contro lo Jovetic Football Club è appunto dovuta allo scarso rendimento del fuoriclasse slavo. Senza di lui la cosiddetta Fiorentina va in difficoltà anche contro il Gavorrano. Quanto al resto, l’Inter è un centauro spaccato in due tra qualche vecchio leone di Mourinho, il poco affidabileCassano e una truppa di giovinotti di incerto avvenire.?Si prevede un mesto derby, al prossimo turno. Ps In caso interessi a qualcuno, da questa puntata RdC si trova anche sul sitoHuffington Post in modo da essere più facilmente leggibile da Jim Pallotta (battuta! battuta!)

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