(Il Sole 24 ore - M.Bolliamo) Sul fronte dei diritti tv non si profilano armistizi C'è attesa oggi per l'assemblea di Lega, anche se fino a tarda sera ieri circolavano voci su un possibile rinvio.
I 15 club medio-piccoli guidati dal patron della Lazio, Claudio Lotito, potrebbero mandare deserto il vertice e chiedere una nuova convocazione la prossima settimana, con l'obiettivo, tra l'altro, di inserire all'ordine del giorno la possibilità che sia direttamente la Lega a incassare la nuova tranche di corrispettivi che Sky e Mediaset devono versare ai club. Si tratta di 113 milioni che, in questo modo, resterebbero congelati in attesa di sbrogliare la matassa sui bacini d'utenza. Dunque, la trattativa sui 200 milioni da ripartire in base al numero dei "sostenitori", come prescritto dalla legge Melandri, nonostante i tentativi di qualche isolata colomba, non sembra destinata a sbloccarsi. Tra summit paralleli e battaglie a suon di sondaggi, la distanza tra le big five (Juventus, Milan, Inter, Roma e Napoli) e il resto della serie A, sembra anzi aumentare.
Ma chi è, appunto, il sostenitore? Se per i club maggiori è il tifoso "monogamo" e con una fede univoca, per i "Lotito-boys", come li ha ribattezzati il dirigente di una delle big, il perimetro dei sostenitori va allargato conteggiando anche altri tipi di supporter: gli "appassionati", cioè coloro che acquistano biglietti per lo stadio più di due volte nel corso del campionato; i "partecipanti", cioè chi acquista materiale da merchandising, legge giornali sportivi o manifesta l'intenzione di acquistare un abbonamento o partite in pay-tv; e, infine, i "simpatizzanti", coloro che non spendono, ma manifestano simpatia e seguono genericamente i risultati di una o più squadre. Nel mandato affidato dalle 15 compagini medio-piccole alle tre società demoscopiche selezionate due settimane fa sono stati inseriti, peraltro, altri parametri flessibili, quali l'auditel e il "sovracampionamento" dei sostenitori residenti nella provincia della squadra. Ma secondo le big non si pub accettare che, ad esempio, gli spettatori tv di una partita siano calcolati come sostenitori di entrambe le formazioni. Così come il tifoso leccese che vive in provincia di Lecce non pub "pesare" di più del tifoso interi-sta che risiede nella stessa area. Sembrano questioni nominalistiche, ma a Juve, Milan e Inter potrebbero costare una ventina di milioni a testa. E in tempi di fair play finanziario sarebbe un bel guaio. La lite ora si sposta a Roma dove domani si riunirà la Corte di giustizia della Figc per pronunciarsi sul reclamo presentato dai club più blasonati.
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