Buffon: “Sì, ho parlicchiato della Roma con Totti”

di finconsadmin

(Corriere dello Sport – A.Santoni) Sì, ha «parlicchiato» con Totti di un suo possibile futuro in giallorosso. Sì, ha intenzione di messaggiarsi con De Rossi per confortarlo dell’esclusione e per farlo ancora sentire parte del progetto azzurro («uno co­me lui è imprescindibile, è una forza aggiunta»).

Sì, sarà ancora Juve. Ne ha di cose da dire, Gigi Buffon, sul recente passato, gli errori commessi, le percentuali da distribuire dei medesimi, le incompren­sioni tra lui e il club, il ruolo di capro espiatorio di Delne­ri, bruciato dall’impazienza del nostro sistema, l’arrivo del predestinato Conte «ambizioso e carismatico» , ma non ga­ranzia di successo. Servirà piuttosto un mer­cato di qualità, differente da quello del 2010, tutto quantità, più una società all’altezza: «Perché senza questi due elementi non si ar­riva ad alcun traguardo». E lui, che ha scel­to di restare, sa che il prossimo sarà un cam­pionato delicatissimo: «Sarà la stagione più stimolante da quando sono a Torino. Inutile girarci intorno, le fortune delle squadre le fanno al 70% i giocatori. Ci siamo impegna­ti, abbiamo lavorato ma è chiaro che non è bastato e abbiamo deluso perché se pensas­simo di avere ottenuto il massimo, conqui­stando il settimo posto, dovremmo tutti cam­biare aria. Capita di dover in­crociare con l’annata super di Napoli e Udinese che compli­cano tutto. E dunque ci aspet­ta una sfida importante, visto che i posti buoni per la Cham­pions saranno solo tre».

PIANGE IL TELEFONO – Gigi si di­ce pronto a recitare il suo ruo­lo di top-player bianconero, ma per la prima volta ammette di aver pensato anche di anda­re via. Roma e la Roma non erano un pour parler, anche se Buffon cerca di mascherare diplomaticamente la verità in questo modo, in bilico tra l’onestà di ammettere un cedi­mento e la necessità di ridimensionarlo: «Con Totti ci sentiamo spesso a telefono. E’ normale che si parli di tutto, anche di certe possibilità. E’ chiaro che la mia prima scelta era, è e sarà la Juve, soprattutto dopo che so­no tornati certi presupposti. Ma con France­sco è vero che abbiamo ‘parlicchiato’ del­l’ipotesi di un mio passaggio alla Roma. In­vece resterò alla Juve».

PRESUPPOSTI – La ragione, dunque, è che sono stati rista­biliti i presupposti giusti. Nei suoi lunghi mesi dopo il ko mondiale, ma anche dopo il suo rientro, pareva che intor­no a Gigi si fosse creata un’aria di scetticismo, culmi­nata nelle recenti esternazio­ni di John Elkann («Buffon è un anno e mezzo che non gioca…»). E lui? «Le critiche dei dirigenti si accettano. ma io sono e mi sento il solito, con tanto di autosti­ma. Ho ripreso bene, ho superato le difficol­tà del ritorno dopo un infortunio grave. Ho ri­sposto bene anche in Nazionale, contro Ger­mania e Slovenia. Poi certo, arrivi settimo, prendi gol e allora fai notizia, perché sei Buf­fon e devi fare la differenza. Ma non mi pare di aver fatto perdere alla Juve cinque parti­te di seguito. Mi dispiace solo di aver sba­gliato contro il Milan. Comunque non mi so­no mai sentito scaricato».

IMPAZIENZA – Non così è successo a Delneri, bocciato dal management ma non da Gigi: «Paga uno per 22, che non ha colpe specifiche. Una perso­na leale, squisita, che sa alle­nare. Tutto questo non è ba­stato per la riconferma. E sia­mo arrivati all’ennesimo ri­baltone tecnico. Tutta colpa dell’impazienza del nostro calcio. Altro che Barcellona». La nuova linea è super mer­cato e Antonio Conte. Spiega Buffon: «Lo ha detto Marotta, l’anno scorso servivano tanti giocatori, questa volta abbiamo solo il cam­pionato. Bisognerà scegliere meno e bene. Poi toccherà a Conte. Non ho consigli da da­re ad Antonio, che la Juve la conosce bene. Arriverà e saprà dove mettere le mani».

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