(Corriere dello Sport – R.Boccardelli) - Nudo alla meta. Fabio Borini è atterrato a Fiumicino proveniente da Bu­dapest dove ha timbrato uno dei tre gol della ‘ 21 contro l’Ungheria vestito della sola tuta della nazionale.

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A Roma non ha null’altro, visto che ha saputo di essere diventato un giocatore giallorosso mentre da Bologna si stava trasferendo al ritiro azzurro della Borghesiana. Poi la parten­za per l’Ungheria, il palo fragoroso, il gol, una prestazione eccellente. E quella bat­tuta detta col sorriso sulle labbra: «Non ho sentito nessuno della Roma, credo che dormirò a Trigoria. Dovranno darmi qualcosa loro per vestirmi, domani sono in arrivo i miei genitori con un paio di valigie». Che la Roma si fosse di­menticata di aver preso per l’attacco anche questo pro­mettentissimo giovane che ha giocato in Premier Lea­gue ma che non ha ancora messo piede nella serie A?

Niente paura, all’uscita del “tubo” del Budapest-Roma, volo Alitalia, alle 16 in pun­to si è fatto trovare Tonino Tempestilli con tanto di au­tisti. Il team manager gial­lorosso ha prelevato Fabio dal gruppone azzurro, un abbraccio a Ferrara e Sac­chi e via verso Trigoria per il primo allenamento. E’ iniziata così l’av­ventura romanista di Fabio Borini, ragaz­zo “rubato” dal Chelsea al Parma quando era ancora bambino, stimatissimo da Car­lo Ancelotti che lo ha avuto ancora giova­nissimo nei blues, e arrivato a Roma a sorpresa dopo che il Parma lo aveva rile­vato dal Chelsea a fine contratto.

CHE AVVENTURA!
-«Un’avventura tutta da vivere. Preoccupazioni? Poche. Curiosità tanta, e tanta voglia di mettermi in gioco, lavorare sodo e inserirmi al più presto in una squadra così importante come la Ro­ma ».Fabio Borini è stato colto di sorpre­sa, mai una settimana fa pensava di di­ventare un giocatore giallorosso. Ma es­sendoveloce di gambe e anche di pensie­ro come dimostra in area di rigore, il buon Fabio ha resettato in un amen e, pur sen­za valigia e senza un indirizzo a Roma che non fosse Trigoria, è ripartito:«Sono cre­sciuto con Ancelotti e Drogba, può essere un buon biglietto da visita, ma può anche essere niente di fronte ad un nuovo tecni­co che ha le sue idee. A proposito, qualco­sa di spagnolo l’ho imparato proprio nel Chelsea, quindi non arrivo proprio impre­parato sotto questo profilo...».

CONCORRENZA DA PAURA
- Una concorrenza che mette paura, come fare a ritagliarsi un posto in squadra?« Totti è un monu­mento, non vedo l’ora di fare un dai e vai con lui, Borriello non ha bi­sogno di presentazioni: un bomber scelto. Bojan uno dei giovani più bravi del panorama europeo, Osval­do è in crescita esponenzia­le e Lamela, che non cono­sco, dovrebbe essere uno dei migliori attaccanti gio­vani d’Argentina. Con Oka­ka ho giocato in nazionale e anche lui è bravo. Che at­tacco! Io mi metto in gioco, ho tanto da imparare e una voglia feroce di far bene. L’Under 21 in questo senso mi aiuta non poco con le sue scadenze mensili. Non credo che Luis Enrique mi conosca, ma che importanza ha? Magari potrebbe aver visto il palo e il gol all’Un­gheria, ma non è detto. E in ogni caso toc­ca a me farmi conoscere e far vedere che in questa squadra di grandi giocatori pos­so starci. E’ una sfida difficile ma avvin­cente, l’impatto per uno che arriva tardi e all’improvviso, a due giorni dal via del campionato può essere complicato. Ma più la sfida è difficile più mi stimola. So­no pronto a viverla, contento di essere ar­rivato in una città fantastica come Ro­ma ».Che conosce appena; ma ora avrà il tempo di approfondire, anche a livello ga­stronomico, visto che è un fan appassio­nato della matriciana.

 

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