Bertolacci ci crede «Restare a Roma? Con Luis Enrique tutto è possibile»

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – F.Oddi) – Se gli chiedi cosa farà l’anno prossimo, Andrea Bertolacci ti risponde che non lo sa, che deciderà la società, in fondo è vero, ma i segnali sono inequivocabili: farà il ritiro con Luis Enrique, di un eventuale trasferimento in prestito se ne parlerà più avanti, ma potrebbe anche non parlarsene mai.

C’è tempo, prima c’è il mare: giovedì era alla serata a tema organizzata dal padre, pilota di off-shore, ieri sera è partito per l’ultimo pezzo di vacanze. «Una settimana, con gli amici di sempre, nessun calciatore. Lo avrei fatto volentieri a Lecce, ma per l’infortunio muscolare del 15 maggio sono dovuto tornare a Roma per curarmi. Ora è passato tutto, il 2 luglio ricomincerò a lavorare per farmi trovare in forma per il ritiro» .

Il suo obiettivo per la stagione che sta per iniziare?

«Arrivare in doppia cifra come Andrea ha le idee chiare sulla prossima stagione: «Voglio giocare almeno dieci partite vere, non quelle da pochi minuti» presenze. Come presenze vere: quest’anno ne ho fatte 9, tutte da titolare, farne 9 da dieci minuti sarebbe un passo indietro. Non posso permettermelo: nel calcio si scorda tutto in fretta. Se contiamo anche le presenze di pochi minuti, allora in tutto spero di farne il doppio di quelle di quest’anno» .

Obiettivo ambizioso, al primo anno di Roma.

«Vediamo cosa dirà la società. Se credono che io possa avere poco spazio non c’è problema, andrò da qualche parte a giocare e ne riparleremo tra un anno. La Roma è un sogno, per chi ci è cresciuto come me, ma io quest’anno devo capire dove realmente dove posso arrivare .

Intanto è arrivato Luis Enrique.

«Con lui si partirà tutti alla pari: lui viene da fuori, non avrà condizionamenti, e questo per noi giovani è uno stimolo in più» .

Quali sono stati gli allenatori più importanti per lei?

«Stramaccioni, che ho trovato in un momento in cui pensavo di lasciare la Roma e tornarmene a giocare sotto casa con gli amici. Petruzzi, che mi ha allenato l’anno dopo, e ovviamente De Canio» .

Il ruolo in cui si esprime al meglio?

«L’ho iniziato a capire quest’anno: interno sinistro nel 4-3-3. Ma a centrocampo i ruoli li ho fatti un po’ tutti, a Lecce anche il trequartista. Un trequartista atipico, alla Perrotta, che cerca l’inserimento in zona gol e nel frattempo si dedica al pressing sul portatore di palla avversario. Mi piace giocare, ma anche fare la guerra» .

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