Asta per Vucinic, United in pole. E domani arriva Stekelenburg

di Redazione, @forzaroma

(La Repubblica-F.Ferrazza) La cessione più dolorosa, quella che tanto pesa a Sabatini, ma che sembra l’unica dalla quale ricavare un bel gruzzolo da reinvestire sul mercato. Mirko Vucinic è irremovibile (questo ormai è chiaro)

e la Roma è riuscita a scatenare intorno alla sua voglia di fuga una vera e propria asta. Venti milioni (al massimo si può scendere fino a 18) la valutazione che i giallorossi danno al loro gioiello e sono davvero pochi i club in Italia che possono permettersi un simile investimento. Juventus e Inter non mollano, ma il montenegrino (e anche la Roma) preferirebbe trasferirsi all’estero. Il manager di Vucinic, Lucci, lunedì è volato a Manchester per parlare con lo United. Ferguson stravede per Mirko e la trattativa, seppur complicata, potrebbe subire un’accelerazione entro questo fine settimana. «Una proficua chiacchierata» dice Lucci, mentre Sabatini aspetta la chiusura della pesante cessione per poter reinvestire i soldi incassati. Perché dopo l’acquisto di Stekelenburg (sarà nella capitale domani e venerdì conoscerà i compagni), il diesse ha in mente di comprare un centrocampista duttile, vedi Lucho Gonzalez (il manager è a Milano), argentino dell’Olympique Marsiglia, extracomunitario, ma tesserabile in caso di cessione all’estero di Barusso o Simplicio.

Intanto è terminato il periodo di ritiro a Riscone di Brunico, con la Roma che è rientrata in nottata da Innsbruck dopo aver disputato un triangolare con il Psg del fresco ex Menez e il Wacker Innsbruck. Non ha ancora parlato Totti, che preferisce il silenzio nella polemica a distanza con Baldini, mentre è la moglie Ilary a rispondere su ‘Vanity Fair’ alle dichiarazioni del dirigente. «Francesco pigro? Suona come un insulto. Se mio marito non fosse uno stakanovista si sarebbe da tempo ritirato tra onori e allori, ma lui sogna sempre un traguardo in più per i tifosi».

Sul fronte societario, nella giornata di ieri i manager della cordata americana, Sean Barrow e Mark Pannes, hanno incontrato l’avvocato di Unicredit Cappelli (presidente ad interim della Roma), per limare le differenze economiche emerse nel corso della trattativa (circa 20milioni). Anche l’ad giallorosso Fenucci ha preso parte all’incontro ed è intervenuto in conference call dagli Stati Uniti, DiBenedetto. Oggi dovrebbe entrare in scena Paolo Fiorentino, numero due della banca, nonché membro del Cda giallorosso. Il closing fissato per venerdì nell’accordo di Boston potrebbe slittare di qualche giorno, ma le parti si dicono piuttosto ottimiste sulla conclusione della vicenda.

 

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