Acquisti giovani e low cost, il “tesoro” Unicredit è già finito

di Redazione, @forzaroma

(La Repubblica – M.Pinci) A guardarli in faccia, sembrano appena usciti da un talent show televisivo. E la carta d’identità non farebbe che confermare l’ipotesi. Lamela, Bojan, José Angel, Nego: i primi volti nuovi della Roma americana, al di là di lingua (per tre su quattro la stessa), origini e ruolo, hanno molto in comune.

Giovani, talentuosi – ne è convinto Sabatini, se lo augurano i tifosi – e, soprattutto, vincolati da ingaggi low cost: in quattro, non arrivano a mettere insieme lo stipendio annuale di De Rossi. Ecco il manifesto della nuova politica societaria, in attesa che giovedì DiBenedetto presenti al mondo il suo progetto.

Una strategia di cui fanno parte anche i rientri dei giovani romanisti Bertolacci e Crescenzi. E che sin qui è costata una cifra complessiva di 28,6 milioni: 12 (più 2) spesi per Lamela, 10 per Bojan, 4,5 per José Angel. Cifre da riconoscere nel corso di due-tre anni, e su cui inciderà eccome anche il risparmio di ingaggi pesanti. Ma che insieme ai 10 milioni del riscatto di Borriello azzerano o quasi – almeno sul bilancio – il cash che arriverà dal finanziamento di 40 milioni da parte di Unicredit. Sabatini dovrà quindi trovare nuovi introiti per regalare a Luis Enrique, in arrivo domani a Roma, la mezzala e il difensore che servirebbero già per il ritiro. Occorre quindi accelerare le partenze: dopo Riise e Doni, oggi a Liverpool dopo la firma tra la Roma e gli inglesi, da piazzare Julio Sergio (Malaga, Siena, Torino). Poi, sarà il turno di Menez, in attesa di segnali dal Psg di Leonardo, e Borriello. Oltre a Vucinic, anche se dietro l’interesse della Juventus non si registrano proposte irrinuncia-bili. Come quella che aspetta De Rossi: i contatti tra lui e il Manchester City sono costanti, Mancini prepara l’offerta aspettando l’evoluzione della questione rinnovo.

Un addio, libererebbe strada e fondi per l’acquisto di Pastore: nel nuovo corso c’è spazio anche per i sogni. Brusca invece la sveglia per Stekelenburg: Sabatini aspetta l’Ajax, che continua a chiedere 10 milioni. Resta la prima scelta, ma dopo un meeting ieri con Luis Enrique il ds ha pronta l’alternativa: l’argentino Romero, portiere della Seleccion in Copa America, e già trattato a maggio. Nuovi contatti nei giorni scorsi, costo abbordabile. Unico timore: replicare alla Roma il flop Carrizo.

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