Stadio Gate e gli affari “der Gnappa”

L’inchiesta sul “sistema” Parnasi partita dalle intercettazioni sull’ex Banda della Magliana

di Redazione, @forzaroma

L’inchiesta sullo Stadio della Roma, il sistema Parnasi e i politici corrotti? Ha tutto inizio da er Gnappa della Banda della Magliana, come riporta Leggo. Una specie di maledizione che ormai da oltre quarant’anni attanaglia la Capitale: tutto inizia, tutto ruota e tutto sembra finire con quella banda che dagli anni Settanta ha fatto il bello e cattivo tempo all’ombra del Colosseo.

Stando a quanto scrivono i magistrati, infatti, si è arrivati a scoprire il presunto sistema corruttivo di Parnasi & Co., indagando proprio su er Gnappa al secolo Manlio Vitale, che ha gravitato intorno alla Banda della Magliana: uno, amico di boss del calibro di Renatino de Pedis e Massimo Carminati, che ha trascorso gli ultimi trent’anni dentro e fuori da Rebibbia.

L’inchiesta sullo Stadio è lo stralcio di un’altra inchiesta che ha avuto inizio nel 2016 dalle rivelazioni dell’ex compagna der Gnappa (un grande classico tipo la moglie di Mario Chiesa e Tangentopoli). Secondo le sue deposizioni al pm Barbara Zuin l’immobiliarista romano Sergio Scarpellini era vittima di un’estorsione da parte di Vitale: “Tutti i giovedì si vestiva elegante e andava vicino al Senato. Usciva a mani vuote e tornava con una busta piena di soldi”.

Così la procura decise di effettuare delle intercettazioni telefoniche su Scarpellini e sulla sua collaboratrice più stretta. Ed è proprio cercando di incastrare er Gnappa che invece gli inquirenti scoprirono gli intrecci, gli scambi e gli accordi tra Scarpellini e l’allora braccio destro della sindaca Raggi Raffaele Marra che hanno portato all’arresto di entrambi. E non solo: finirono nei guai tanti altri politici per aver ricevuto regalie, appartamenti e sconti sempre da Scarpellini.

Le indagini, però, non si sono fermate. Anzi. Tramite altre intercettazioni hanno scoperchiato il sistema Parnasi: promesse e aiuti a funzionari pubblici, manager e politici per assicurarsi il loro appoggio al progetto dello stadio a Tor di Valle. Uno su tutti quel Luca Lanzalone che, prima di diventare presidente dell’Acea, era stato indicato dal movimento Cinque Stelle come consulente nella gestione del progetto dello stadio della Roma.
Così il movimento Cinque Stelle che ha cavalcato l’inchiesta di Mafia Capitale e i collegamenti tra er Cecato Massimo Carminati e il Campidoglio si ritrova a sua volta travolto da un’altra inchiesta collegata sempre alla famigerata Banda della Magliana.
(D.Desario)

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