Stadio gate, De Vito ai giudici: “Non sono corrotto”

Stadio gate, De Vito ai giudici: “Non sono corrotto”

L’ex presidente dell’assemblea capitolina ha rilasciato ieri dichiarazioni spontanee nel carcere di Regina Coeli dove è detenuto dal 20 marzo scorso

di Redazione, @forzaroma

“Non sono un corrotto né una persona corruttibile”. È durato circa due ore il primo confronto tra Marcello De Vito e i magistrati titolari dell’indagine che lo vede indagato per corruzione nell’ambito di un filone dell’inchiesta sullo stadio della Roma.

L’ex presidente dell’assemblea capitolina ha rilasciato ieri dichiarazioni spontanee davanti ai pm Luigia Spinelli e Barbara Zuin in un ufficio del carcere di Regina Coeli dove è detenuto dal 20 marzo scorso.

Ripercorrendo le varie fasi che hanno portato alla delibera sul nuovo stadio della Roma, riferiscono i suoi difensori, De Vito avrebbe affermato: “Non sono un corrotto né una persona corruttibile”. “Il nostro assistito – hanno spiegato gli avvocati Angelo Di Lorenzo e Guido Cardinali al termine dell’atto istruttorio – ha fornito chiarimenti agli inquirenti spiegando nel dettaglio i vari passaggi della procedura che ha portato poi alla delibera sull’impianto che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle. De Vito ha precisato inoltre che sul progetto Stadio le decisioni sono state sviluppate e condivise dall’intero gruppo del M5S”.

Per i pm di piazzale Clodio l’ex esponente grillino ha asservito il suo ruolo di primo piano nell’amministrazione comunale in favore di una serie di imprenditori (Parnasi, Toti e Statuto) che avevano messo gli occhi su almeno tre maxi-appalti oltre al nuovo stadio, quello legato all’ex stazione di Trastevere, la zona della vecchia Fiera e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali in zona Ostiense. Non è escluso che la prossima settimana i magistrati ascoltino l’avvocato Camillo Mezzacapo, arrestato anche lui per corruzione, che ha formalmente presentato istanza per un interrogatorio. Davanti al gip, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, l’avvocato aveva affermato che con “De Vito lo univa solo una attività di promozione professionale”.
(F.Scicchitano)

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