Roma, Garcia se la ride con Gervinho e Destro

di finconsadmin

(Leggo – F.Balzani)     «Alla Roma, come se fosse per sempre». La dichiarazione d’amore di Rudi Garcia rilasciata ieri a France 2 ha allontanato repentinamente le voci che vorrebbero il tecnico giallorosso sulla panchina dei Blues, ora a un passo da una clamorosa eliminazione Mondiale dopo lo 0-2 incassato in Ucraina (domani il ritorno). «Spero proprio che Deschamps ribalti il risultato – ha aggiunto Garcia a Stade 2 dove è stato presentato con la musica di Zorro – Io ct al suo posto? Essere l’allenatore della propria nazionale è la cosa più bella, ma io ora mi sento italiano, anzi romano. E sono molto fiero di lavorare qui». I tifosi possono quindi tirare un sospiro di sollievo anche se Garcia li riporta coi piedi per terra sul tema scudetto:«Juve e Napoli sono più attrezzate, il nostro obbiettivo è tornare in Europa».

 

Chi un obbiettivo intanto l’ha centrato è il suo pupillo Gervinho:«Si va in Brasile! Che gioia immensa», ha twittato ieri l’ivoriano. E i motivi per sorridere non gli mancano: il ritorno in campo a un mese dall’infortunio, la standing ovation al momento di uscire dal campo e soprattutto la qualificazione della sua Costa d’Avorio ai prossimi mondiali. Gervinho, tra i migliori col Senegal, è pronto contro il Cagliari a far tornare a volare l’attacco giallorosso che senza di lui in questo mese ha un po’ stentato. Il ritorno di Gervinho è il primo di un reparto che pian piano sta recuperando i suoi pezzi pregiati. Anche Destro, infatti, sarà tra i convocati lunedì prossimo. Ultimo, non di certo per importanza, tra i ritornanti dall’infermeria sarà Totti. Il capitano tra oggi e domani si sottoporrà all’ultima visita a Villa Stuart. Le condizioni sempre migliori della sua coscia destra potrebbero portare Mariani a risparmiargli l’ultima seduta di terapia coi fattori di crescita. Una buona notizia che fa sperare in un recupero lampo. Nel giorno dell’Immacolata, quando all’Olimpico andrà di scena Roma-Fiorentina, Garcia potrebbe avere quindi per la prima volta tutti gli attaccanti a disposizione. E l’imbarazzo della scelta.

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