Roma a cinque spine. Ma Ranieri crede ancora nel miracolo Champions

Roma a cinque spine. Ma Ranieri crede ancora nel miracolo Champions

Il tecnico romano non si aspettava di trovare una situazione così allo sbando dal punto di vista mentale, fisico e tattico

di Redazione, @forzaroma

Dieci giornate alla fine e quattro punti da rimontare. Niente è perso, in teoria. In pratica, però, Claudio Ranieri ha problemi ben più grandi della distanza in classifica dal Milan quarto. Il tecnico romano non si aspettava di trovare una situazione così allo sbando dal punto di vista mentale, fisico e tattico. Durante la sosta ha provato ad aggiustare qualcosa in vista della sfida al Napoli di domenica, ma le tante assenze e le voci di mercato non hanno aiutato. In caso di nuovo ko le speranze Champions si ridurrebbero al lumicino e bisognerebbe guardarsi da Lazio, Atalanta e Torino. Ad aiutarlo non c’è Monchi (volato a Siviglia) né Baldissoni e Pallotta impegnati sul caldo fronte stadio (oggi il vicepresidente sarà in Qatar dove casualmente è volata pure la sindaca Raggi) e nemmeno Totti che ha passato la settimana in Cina. Il tecnico si è ritrovato solo, e con un contratto agli sgoccioli. Nel futuro potrebbe esserci uno tra Sarri e Gasperini, anche se alcuni rumors parlano di nuovi contatti con Antonio Conte. Il presente dice Ranieri, e cinque nodi tutti da sciogliere.

1 – DIFESA IN CRISI, SOLO DECIMA IN A
Tra le prime dieci in classifica nessuno ha subito più gol della Roma (39) in serie A. Tra errori individuali e squilibri tattici il reparto arretrato è quello che più preoccupa Ranieri che solitamente fa proprio della difesa il suo punto di forza. Soprattutto perché domenica all’Olimpico arriva il 3° attacco più prolifico del campionato dietro a Juventus e Atalanta. E quel Mertens che alla Roma ha spesso fatto male. Il probabile ritorno di Kolarov e Manolas rincuora un po’ il tecnico, ma pure col greco in campo la media gol subiti è imbarazzante: 1,3 a partita. La Roma paga la poca coesione tra i reparti e i tanti errori di mercato di Monchi (Olsen, Marcano, Karsdorp e Santon) ma ha perso pure l’apporto di senatori come Florenzi, Fazio e Marcano. Inoltre non può non pesare l’assenza di uno come De Rossi che ha spesso fatto da scudo a un reparto lento e prevedibile. Il capitano sta cercando di stringere i denti.

2 – SERIE INFINITA DI INFORTUNI
Sono 67 stop, e la stagione non è ancora finita. La Roma è stata colpita da una vera e propria ecatombe che ha riguardato tutta la rosa e che non ha precedenti nella storia giallorossa. Quarantuno sono infortuni muscolari, così tanti da costringere Pallotta a licenziare medico sociale e fisioterapista. Da quando Ranieri è sbarcato a Trigoria si sono infortunati nell’ordine: Kolarov, De Rossi, Pellegrini, Manolas, Florenzi ed El Shaarawy (anche il Faraone starà fuori 15-20 giorni a causa di una lesione). A questi si aggiungono Pastore e Under che ieri è tornato in gruppo a 2 mesi dallo stop col Torino. Il turco potrebbe giocare dal primo minuto, ma le assenze restano tante e il rischio di ricadute è altissimo.

3- SPOGLAITOIO TURBOLENTO
Ciò che ha fatto infuriare di più il povero Claudio però sono gli atteggiamenti nevrotici di una squadra già bacchettata da Di Francesco per questo motivo. La furiosa lite tra Dzeko ed El Shaarawy negli spogliatoi di Ferrara ha lasciato strascichi e ha costretto Ranieri ad alzare la voce. “Se non la smettete faccio entrare i tifosi a Trigoria”, avrebbe detto al gruppo che proprio non riesce a compattarsi. I nuovi non si sono integrati coi senatori. E gli stessi senatori sono nervosi per un futuro in bilico e per i risultati che non arrivano. Il clima nello spogliatoio è gelido e gli episodi di “intolleranza” non sono mancati: dagli scatti d’ira di Dzeko con compagni (pure Cristante e De Rossi) e avversari alle offese di Kolarov e Manolas ai tifosi passando per le lamentele di Kluivert e Karsdorp dopo qualche esclusione.

4 – DIRIGENTI LONTANI
Allenatore, ma pure dirigente. Ranieri è chiamato a svolgere un doppio ruolo in una Roma che ha vissuto l’ennesimo scossone societario con l’addio dell’ad Gandini e del ds Monchi. Con Pallotta ben lontano da Trigoria (ultima visita nella capitale è datata giugno 2018) e preoccupato soprattutto del progetto stadio (“Vogliamo iniziare i lavori entro l’anno”, ha detto ieri a Teleradiostereo) Ranieri può contare solo sul vicepresidente Baldissoni e su Francesco Totti. Il primo ha la grana stadio da risolvere e ieri – proprio al fianco dell’ex capitano e del nuovo ad Fienga – si trovava in Qatar per il «Together AS Roma», un workshop organizzato dal club. Pure Totti a Trigoria si è visto poco negli ultimi giorni visto che era impegnato in un torneo amichevole in Cina. Ci sarebbe il ds Massara che però potrebbe non è ancora certo di essere confermato e non ha nemmeno l’esperienza adatta per gestire una situazione così delicata.

5 – POCO PUBBLICO ALL’OLIMPICO E UN CALENDARIO TUTTO IN SALITA
Poco più di 35 mila spettatori per Roma-Napoli. L’appello di Ranieri ai tifosi durante la sua prima conferenza stampa non ha funzionato. Così il tecnico si troverà ad affrontare un calendario difficile senza l’apporto della maggioranza della tifoseria. La Roma – che non ha mai vinto in questa stagione contro una squadra che la precede in classifica – nelle ultime 10 giornate dovrà affrontare big come Napoli, Juventus e Inter.

(F.Balzani)

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