Ritiro della discordia. Niente Pinzolo per la Roma, tutti a Trigoria dal 5 luglio

Ritiro della discordia. Niente Pinzolo per la Roma, tutti a Trigoria dal 5 luglio

Una decisione presa in comune da Fonseca e dalla dirigenza durante una riunione tecnica andata in scena 5 ore dopo la fine delle visite mediche a Villa Stuart

di Redazione, @forzaroma

La stagione della Roma è già iniziata. Anzi no. Il dietrofront, improvviso ma non troppo, è arrivato prima ancora di far scendere in campo la squadra agli ordini di Fonseca. Il club, infatti, ha annullato a meno di 72 ore dalla partenza il ritiro di Pinzolo e di conseguenza pure le sedute a Trigoria in questo bollente fine giugno. Una decisione presa in comune dal nuovo tecnico e dalla dirigenza durante una riunione tecnica andata in scena 5 ore dopo la fine delle visite mediche a Villa Stuart. Troppi pochi i giocatori realmente a disposizione, troppo stretti i tempi.

La decisione è arrivata prima dell’ufficialità della squalifica del Milan che manderebbe la Roma direttamente ai gironi di Europa League. Fonseca non ha voluto correre il rischio di compromettere la preparazione atletica. Scelta saggia. Il raduno è così posticipato: al 5 luglio in caso di preliminari, al nove in caso di squalifica dei rossoneri. E i giocatori liberi di tornare in vacanza. Il ritiro in Trentino era programmato dal 29 giugno al 7 luglio. A comunicarlo era stata la società meno di due settimane fa.

Nel frattempo proprio a Pinzolo era stato allestito tutto a tempo record per ospitare squadra e tifosi. Ieri ecco il nuovo comunicato a firma Fienga in cui si annunciano risarcimenti ai tifosi: “Non è stato semplice prendere questa decisione e chiediamo scusa al comune di Pinzolo. Comprendiamo il disagio dei tifosi che avevano già prenotato viaggio e alloggio a Pinzolo e stiamo cercando la soluzione migliore che possa alleviare il dispiacere causato da questa comunicazione giunta in ritardo”. Per questo la Roma ha creato una casella e-mail adibita al rimborso.

Al sindaco di Pinzolo, Cereghini, però le scuse non bastano: “Fino a ieri (martedì, ndr) ci davano il massimo delle garanzie poi ci hanno chiesto scusa come se fosse una scampagnata. Non si gestiscono così le cose e non basta pagare la penale. Capiremo come muoverci per avere un risarcimento”.
(F.Balzani)

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy