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L’Italia del Mancio in stile Conti: cinque suoi ragazzi titolari

L’Italia del Mancio in stile Conti: cinque suoi ragazzi titolari - immagine 1

Nella formazione che ha fatto bene contro la Germania c'erano tanti ragazzi prodotti del vivaio giallorosso

Redazione

Willy Gnonto, ma non solo. L'Italia che finalmente prova a ridare fiducia ai giovani deve ringraziare uno dei ragazzi del 1982. Quel Bruno Conti che ha alzato la coppa del Mondo e che in questi anni ha fatto le fortune della Roma. E non solo da giocatore, scrive Francesco Balzani su Leggo.

Nella formazione, che ha pareggiato sabato con la Germania e ridato orgoglio dopo l'umiliazione con l'Argentina, ben cinque giocatori titolari su undici scelti dal ct Mancini sono stati accompagnati per la mano da quando avevano 10 anni da Marazico e poi valorizzati da Alberto De Rossi in Primavera. Il primo non ha bisogno di presentazioni e ha anche segnato il gol del momentaneo vantaggio: Lorenzo Pellegrini. Quando l'ho visto sono rimasto estasiato, disse Conti. Poi Alessandro Florenzi, Matteo Politano, Davide Frattesi e Gianluca Scamacca. Questi ultimi due prelevati dalla Lazio, tutti portati al professionismo da Bruno.

"Mi ha scoperto Conti, gli devo tanto", ha detto recentemente Frattesi che potrebbe tornare alla Roma in questi giorni. A questi si aggiungono in lista azzurra anche Cancellieri e Caprari.

Una coincidenza? No. Da tempo il vivaio romanista, insieme a quello di Atalanta e Inter, ha visto sbocciare tanti fiori anche in azzurro. Ma non basta.

"Bisogna ricominciare a scoprire i vivai, oggi già a livello di settore giovanile c'è troppa esasperazione, c'è già la testa oltre - ha detto ieri Conti -. Mourinho quest'anno ha buttato dentro Zalewski e Bove, bisogna avere questo coraggio. Mancini sa quello che fa, abbiamo ragazzi come Tonali che hanno già tante gare di Serie A ed è giusto rinnovare e pensare al futuro. Il calciatore straniero deve essere una eccezione, solo quando è un prospetto importante". Una linea guida che i club di serie A faticano a recepire e che il Decreto crescita non aiuta a smorzare, ma servono anche maggiori investimenti sui vivai come accaduto in Germania o Spagna. Mancini nei prossimi mesi insisterà sui giovani ma (Conti a parte) anche l'Under 21 non se la passa bene. L'ultimo titolo europeo risale al 2004.