La notte del Faraone

El Shaarawy contro il Braga dall’inizio

di Redazione, @forzaroma

La rivincita al Braga col Diavolo nella testa. La Roma stasera (ore 21 Sky) affronterà i portoghesi all’Olimpico nel ritorno dei sedicesimi dopo averli battuti 0-2 all’andata, ma molti pensieri saranno rivolti allo scontro cruciale col Milan di domenica sera, scrive Francesco Balzani su Leggo.

Una doppia sfida dal sapore particolare soprattutto per El Shaarawy, ex rossonero pronto stasera a esordire per la seconda volta dal primo minuto a 640 giorni esatti dall’ultima volta. Era il 26 maggio 2019, poco più di un mese dopo Stephan passerà allo Shanghai dove guadagnerà la cifra monstre di 16 milioni a stagione. Tra pandemia e voglia di capitale ElSha spingerà per tornare già a ottobre scartando la corte di Fiorentina e Lazio.

Giocherà dal primo minuto e se ci sarà bisogno farà pure il terzino, assicura Fonseca che tanto ha spinto per riportarlo nella capitale un mese e mezzo fa. Al suo fianco sorride il Faraone che a Benevento si era guadagnato il rigore al 95′ vanificato dal fuorigioco di Pellegrini: “Già l’ho fatto, no problem. La condizione sta migliorando piano piano e ho trovato una squadra con tanta qualità. Con il mio arrivo spero di iniziare a fare risultato anche con le grandi squadre, dobbiamo invertire questa tendenza”.

E quindi farlo già domenica col Milan: I rossoneri non sono affatto in crisi. Ma sarebbe un grande errore pensare già al Milan, prima c’è il Braga. Lo ribadisce pure Fonseca che lo Sporting lo ha allenato già: “Guai a pensare di essere già qualificati, conosco la loro mentalità e verranno qui per la rimonta”.

Il tecnico avrà a disposizione Cristante: Ma non penso che per il Milan ce la faranno Ibanez e Smalling mentre conto di riavere Kumbulla. “Rimpianto per aver escluso Fazio e Jesus dalla lista Uefa? Dovevo fare delle scelte”.

A proposito di scelte El Shaarawy è tornato pure sul possibile ritorno di Totti (ieri a Bergamo): “Non entro nelle dinamiche del club ma è stato un onore giocare con lui, mi ha trasmesso senso di appartenenza”. Quello che forse manca alla Roma di questi tempi.

 

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