La Francia si ferma, la Liga è in alto mare e ora la serie A rischia davvero la chiusura

La Francia si ferma, la Liga è in alto mare e ora la serie A rischia davvero la chiusura

Salta uno dei 5 campionati europei più importanti . Ora ci potrebbe essere un effetto domino

di Redazione, @forzaroma

C’est tout. La Francia dice basta al calcio, almeno fino a settembre. Il Governo transalpino, infatti, ha deciso di annullare il campionato in corso dando priorità alla ripresa delle attività produttive nel post Covid-19, censurando così la Ligue 1 e ignorando le pressioni dell’Uefa, scrive Francesco Balzani su Leggo.

Salta così uno dei 5 campionati europei più importanti che annovera un club di stelle come il Psg di Neymar e Mbappè e che ha visto la Nazionale vincere l’ultimo Mondiale. Troppi rischi, secondo il premier Philippe. Al momento si prende come buona la classifica dell’ultima giornata giocata che vede proprio il Psg in testa.

Un colpo devastante per le economie del calcio francese. Lo stesso Psg perde 200 milioni, ma piange pure il Lione che rischia di essere escluso dalla Champions dove avrebbe sfidato la Juve. Un segnale forte (dopo lo stop di Olanda e Argentina) che rischia di condizionare anche il resto dei campionati europei.

SERIE A – L’effetto domino potrebbe coinvolgere presto l’Italia dove il ministro Spadafora non intende sottostare alle pressioni di alcuni club (su tutti Roma e Lazio): “Smentisco alcune menzogne dei presidenti su una presunta data concordata per la ripresa. La prudenza che stiamo avendo è l’unico appiglio che lascia aperto uno spiraglio per la ripartenza. L’alternativa è fare come ha fatto la Francia poco fa e dire che il calcio si ferma qui. Tutto dipenderà dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria e dalla nostra singola capacità di rispettare le regole. Se pensiamo che dal 4 maggio sia tutto finito sbagliamo alla grande“.

C’è speranza quindi ma il vento sembra portare verso lo stop e la ripresa del nuovo campionato ad agosto permettendo così di stabilizzare calciomercato e preparazioni atletiche. Il presidente del Coni Malagò però apre le porte per gli allenamenti singoli dal 4 maggio: “C’è piena disponibilità ad aiutare la Figc per farli allenare”. E anche l’Aic borbotta: “Scelta discriminatoria e illogica vietare gli allenamenti individuali ai calciatori nei centri sportivi”.

LIGA E RESTO D’EUROPA – A tremare è anche la Liga che va a braccetto dell’Italia in questa maledetta pandemia ma che dovrebbe riaprire gli allenamenti individuali dal 4 maggio anche ai calciatori. “Sarebbe sconsiderato affermare che il calcio professionistico sarà in grado di riavviare la propria attività prima dell’estate“, ha detto il ministro della Salute. E anche il premier Sanchez ieri è stato molto vago sull’argomento. Anche la Bundesliga è in attesa di ripartire (domani l’incontro col Governo dopo il via libera dei ministeri dello sport) ma l’aumento dei contagiati delle ultime ore potrebbe rallentare tutto. La Premier League che dovrebbe ripartire il 9 giugno.

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