I club bloccano il protocollo: va cambiato o i ritiri non partono

I club bloccano il protocollo: va cambiato o i ritiri non partono

La Roma tra le squadre “ribelli”. Stamattina l’incontro tra Lega, Figc e Fmsi

di Redazione, @forzaroma

Ripartenza sì, ma le misure del Cts vanno riviste. Molti club di serie A si sono ribellati ieri al protocollo imposto dal Comitato Tecnico Scientifico del governo sui ritiri blindati e soprattutto sull’eventualità di mettere in quarantena l’intera squadra per 14 giorni in caso di un solo tampone positivo al Covid-19, scrive Francesco Balzani su Leggo. I club che lunedì non inizieranno gli allenamenti di gruppo sono al momento: Roma, Inter, Milan, Napoli, Cagliari, Verona, Atalanta, Sampdoria e Genoa. Secondo queste società ci sono troppe lacune sugli allenamenti collettivi e troppe difficoltà logistiche (il nodo della clausura in hotel, per esempio) per quanto riguarda il ritiro precampionato. Il documento è insomma considerato inapplicabile e, se non sarà rivisto, i club potrebbero anche decidere di non cominciare il ritiro.

Resta l’ottimismo di Giovanni Malagò dopo la Giunta del Coni: “Al 99% il campionato riparte per quella data. Per sapere poi quante chance ci sono che il finisca però bisognerebbe avere la palla di vetro. Abbiamo recepito una direttiva che individua un percorso di coinvolgimento generale e non quello di creare una quarantena individuale. Mi dicono che è una decisione che può anche essere rivista”. Ed è il dubbio anche di mezza serie A che ieri dopo una giornata di confronti tra i giocatori e le società ha deciso di proseguire con gli allenamenti atletici individuali anche se la decisione potrebbe essere rivista in queste ore. L’intenzione è comunque quella di iniziare le sedute di gruppo appena sarà chiaro il calendario. Solo a quel punto, magari due settimane prima della ripresa ufficiale, le squadre si blinderanno nei centri sportivi per evitare contatti con l’esterno e diminuire il rischio di contagio.

Stamattina la Lega Serie A, insieme ai vertici della Fmsi si riunirà con la Figc, per individuare insieme un percorso costruttivo di confronto con il Ministro della Salute, con il Ministro per le politiche giovanili e lo Sport, con il Cts, e giungere a un nuovo protocollo condiviso.

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