Il Tar del Lazio ieri pomeriggio aveva rinviato il caso all'avvocatura della Stato. L'obiettivo era invitare le parti a trovare una soluzione condivisa
Caos derby, Onorato: "Massima fiducia nella decisione di Prefettura e Questura"
La decisione è arrivata in tarda serata al termine di un'altra giornata folle. Il derby di Roma si giocherà alle 12 di domenica prossima. E di conseguenza anche le quattro partite che vedono coinvolte Milan, Juve, Napoli e Como in corsa per la Champions. La scelta - scrive Francesco Balzani su Leggo - è stata presa dopo un lungo confronto. Anche perché Il ricorso della Lega di Serie A per l'ordinanza della Prefettura di far giocare Roma-Lazio a lunedì sera aveva portato a un nulla di fatto. Il Tar del Lazio, infatti, ieri pomeriggio aveva rinviato il caso all'avvocatura della Stato. L'obiettivo era invitare le parti a trovare una soluzione condivisa sulla data e sull'orario del derby di Roma e delle altre quattro partite. Praticamente un intero turno di campionato, o giù di lì. Bisognava cercare un compromesso, il senso. Che è stato trovato alle 20 con l'ok della Prefettura. Nel frattempo anche i club si erano schierati. Dopo la presa di posizione di Sarri ("Se si gioca domenica io non vengo e se fossi Lotito non presenterei la squadra") ieri è arrivato il comunicato della Roma: "Pur nel doveroso rispetto delle decisioni che verranno prese dalle Istituzioni competenti e preposte per legge il club comprende pienamente il legittimo disappunto espresso dai propri tifosi. Per questo motivo stiamo lavorando incessantemente in ogni sede opportuna, affinché la gara possa essere disputata domenica, nella convinzione che debbano essere tutelati i diritti di ogni cittadino, tifoso e abbonato giallorosso". La curva Sud, infatti, sarebbe restata fuori dal settore in caso si fosse giocato di lunedì sera. Un campanello d'allarme che ha convinto la Prefettura considerato che anche la curva Nord laziale rimarrà all'esterno dell'Olimpico per la reiterata protesta contro Lotito. Il caos derby ha innervosito anche Binaghi, presidente della Federazione Tennis: "Noi ci siamo spostati per 25 anni. Abbiamo un torneo che è parte di un circuito internazionale e non credo abbia la possibilità di spostarlo solo perché c'è un deficiente che ha organizzato un calendario di un campionato di calcio fatto con i piedi".
© RIPRODUZIONE RISERVATA