Armenian Rhapsody: Mkhitaryan, tripletta show e la Roma travolge il Genoa

I giallorossi infilano il 15° risultato utile consecutivo in campionato

di Redazione, @forzaroma

Una Armenian Rhapsody per una scalata che fa sognare. La Roma in un colpo solo supera Inter, Juve e Atalanta piazzandosi al terzo posto insieme con il Napoli, scrive Francesco Balzani su Leggo.

I giallorossi, con la maglia dedicata a Proietti, infilano il 15° risultato utile consecutivo in campionato con la tripletta di Mkhitaryan al Genoa e ora fa la voce grossa. Nonostante l’assenza di Dzeko e il forfait di Spinazzola la squadra di Fonseca prende in mano la scacchiera a sposta le pedine senza mai rischiare di giocarsi la Regina. Il vantaggio arriva all’ultimo secondo del 1° tempo: cross di Veretout e testa di Mkhitaryan che poco prima aveva colpito la traversa.

Nella ripresa la Roma dimostra anche di saper reagire. Il Genoa, infatti, sfrutta uno dei rari errori di Smalling e pareggia con Pjaca. A quel punto Fonseca azzecca la mossa: out Mayoral e Mkhitaryan punta centrale.

Gli effetti si vedono dopo 7 minuti quando l’armeno sfrutta l’assist di Peres per il sorpasso. Poi la perla di mezza rovesciata sul finale. Ora la sosta, poi Fonseca dovrà esser bravo a tener concentrata una squadra che ora punta dritta alla Champions, o magari a qualcosa in più? “No, pensiamo partita dopo partita e puntiamo al ritorno in Champions. Una vittoria di carattere col Genoa, quello che mi piace di più è la personalità della squadra. Mayoral? Bene, ma dopo il cambio siamo andati meglio“, le parole di Fonseca che si è trasformato nel Cavaliere Nero di Proietti dopo le tante critiche, anche interne. E la classifica potrebbe ridere ancora di più entro stasera quando arriverà la decisione sul ricorso per la sconfitta a tavolino per il caso Diawara. In caso di vittoria la Roma salirebbe al 2° posto.

GRANA CONVOCAZIONI – La positività di Dzeko costringe al protocollo casa-lavoro-casa, impedendo ai giocatori giallorossi di aggregarsi alla Nazionale. Per sbloccare le convocazioni manca ora l’ok della Asl.

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