Roma-Inter e la Var muta. Gerarchie da rivedere

Fabbri dalla cabina di regia non se l’era sentita di disturbare il manovratore, Rocchi: vanno sistemati una volta per tutte i meccanismi

di Redazione, @forzaroma

Gran partita quella dell’Olimpico, con il primo tempo più divertente dell’intera stagione. Come riporta “La Stampa” ricco di occasioni gol in cui anche la sorte ha avuto il suo bravo peso: un assist di tacco in piena corsa di Schick, giocata più che sopraffina, ha armato il destro di Florenzi che si è schiantato sul palo, mentre a Keita è bastato prenderla di stinco per portare l’Inter in vantaggio.

Bel soggetto Zaniolo. Di scuola interista, sacrificato sull’altare delle plusvalenze, con il suo mancino elegante, la sua inventiva, uno spessore atletico precoce considerata l’età. Il divertimento è proseguito nella ripresa, con meno gioco ma più gol. La sassata di Under, la zuccata di Icardi, il rigore di Kolarov assegnato dalla Var. Ce n’era un altro per la Roma, non meno netto e sullo zero a zero, ma lì Fabbri dalla cabina di regia non se l’era sentita di disturbare il manovratore, Rocchi. A conferma che lo strumento funziona, anzi funzionerebbe visto che a velocità normale rigore non sembrava: ma vanno sistemati una volta per tutte i meccanismi. O meglio, le gerarchie.

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