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Come tagliare gli stranieri. Brexit strategy in Inghilterra

Il campionato più ricco e venduto sta per diventare meno appetibile

Redazione

Con la solita serenità d’approccio che caratterizza ogni vero tifoso, in Inghilterra chiamano già "sentenza di morte" i piani per mitigare l’effetto Brexit sul calcio. Domani i club della Premier League e la federazione si siedono faccia a faccia per capire quale potrebbe essere il male minore e il "Times" rivela il possibile scambio tra calcio e governo: tagliareglistranieri e limitarli a un massimo di 12 in rosa per ottenere permessi di lavoro più raggiungibili.

Come riportato nell'edizione odierna de "La Stampa", il calcioinglese ha fatto campagna antiBrexit e si è subito spaventato quando il voto ha stabilito l’uscita dall’Unione Europea, attualmente gli extracomunitari devono mettere insieme un certo punteggio per avere diritto a lavorare in Gran Bretagna. Nel tempo si è studiato un sistema che sommi la media presenze in nazionale, il ranking del proprio paese e una serie di parametri per stabilire il valore e la necessità di quel particolare nome. Accorgimenti che non sarebbero più un paracadute se tutti gli stranieri di colpo diventassero uguali. Servono nuoveregole e l’idea è promuovere il calcio fatto in casa, attutire l’impatto e prevenire il panico. Oggi il ManchesterCity campione in carica e primo in classifica ha 17 stranieri in rosa, dovrebbe tagliarne cinque. E anche l’Huddersfield che occupa la penultima posizione ha 17 stranieri: solo sette squadre su 20 potrebbero restare come sono. La possibile rivoluzione si porta dietro analisi funeste. Il campionato più ricco e venduto sta per diventare meno appetibile. La federazione reagisce con un’operazione di marketing piuttosto ardita. In pratica ricordano le infinite occasioni in cui si è detto che per avere più campioni fatti in casa (e una nazionale valida) bisogna garantire quote. Tentano di vendersi gli orizzonti più stretti come un’opportunità ma è un’impresa disperata che mostra subito la sua fragilità.

(G. Zonca)