Zeman saluta Pescara: “Vado alla Roma, è l'ultima chance”

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – M.Pinci) Il giorno dei saluti. Zdenek Zeman dice addio al Pescara e parla, per la prima volta, da allenatore della Roma.

O quasi, perché almeno verbalmente il tecnico utilizza ancora il condizionale. Una forma di cortesia per la platea abruzzese, e perché l’annuncio dell’accordo – già siglato giovedì sera – con il club giallorosso dovrà attendere ancora: “Ne parliamo la prossima settimana”. Ma la strada è tracciata: “La prossima stagione guiderò la Roma”.

ZEMAN: “TORNO ALLA ROMA, È LA MIA ULTIMA GRANDE OCCASIONE” – Il volto è tirato, segno che per lui il giorno dell’arrivederci a Pescara non può essere uguale a tutti gli altri. Ma il tono della sua voce non si piega all’emozione quando annuncia: “Ho scelto un’altra squadra, con la Roma sono d’accordo che guiderò la prossima stagione la squadra giallorossa”. Un ritorno al passato a distanza di tredici anni che però non spaventa Zeman: “Lì ho già lavorato, purtroppo non ho fatto quello che volevo fare, ora mi si dà l’opportunità di fare qualcosa di importante con la squadra importante. Visto che non sono più un ragazzino è l’ultima possibilità per me di guidare una squadra importante con ambizioni importanti”. Prima, però, il Boemo aveva voluto dare spazio ai tanti grazie del suo anno a Pescara: “Sono qui per ringraziare la società che mi ha dato la possibilità di fare questo grande campionato – ha detto in una sala stampa gremita come mai prima allo stadio Adriatico – grazie a tanto entusiasmo e a tanta voglia di fare. E non dimentico i tifosi, non avevo mai visto quello che ho visto dal bus scoperto. Spero che in serie A il Pescara resti per lungo tempo”.

“VORREI RIPETERE A ROMA QUELLO CHE HO FATTO QUI” –
Eppure, il tempo per Zeman non sembra passato: “Sono abbastanza uguale a 13 anni fa. Sono invecchiato, qualche capello è caduto, ma come allenatore sono uguale, con la stessa voglia di stare in campo e fin quando la salute tiene ci voglio provare”. Il modello, magari sorprenderà qualcuno, è il più vicino nel tempo: “A Roma come a Pescara? Magari. Spero di riuscire a ripetere quello che ho fatto qui”. A qualcuno, forse, il parallelo tra Roma e Pescara potrebbe far storcere la bocca. Ma il ritorno del Boemo è mosso da ambizioni convinte: “Se mi avesse cercato prima la Lazio. Io preferisco la Roma per il progetto tecnico – spiega – e non mi vedo nei piani della Lazio”. Con cui, dopo l’incubo dei 4 derby persi in un anno, tornerà a confrontarsi nella stracittadina: “Lo ho detto cento volte, lo dico la centunesima: il derby è una partita come le altre, vale sempre tre punti”.

“NON HO TRADITO PESCARA E NON LE TOGLIERÒ I GIOVANI” –
E se il futuro di Zeman sarà a Roma, c’è già chi giura che nella capitale siano pronti a seguirlo anche due giovani del Pescara come Verratti e Insigne (di proprietà del Napoli). Un’idea che per il momento l’allenatore respinge: “Verratti e Insigne sono ragazzi con qualità, ma non credo di togliere gioielli al Pescara. Poi se c’è qualcuno che non serve al club e può servire a me non si sa mai. Ma la vedo difficile”, sbuffa nascondendo a fatica un  timido sorriso. Ciò nonostante, a Pescara in tanti si sentiranno traditi dal suo addio. “Per me non è tradimento, ma continuità della mia professione”, spiega Zeman, Che aggiunge: “Avevo un contratto di un anno e sono libero di cambiare, poi Pescara mi rimarrà sempre nel cuore. Vorrei che la gente continuasse a venire a divertirsi al campo”. Anche se sul nome di chi dovrà sostituirlo il Boemo glissa: “Non voglio parlarne, spero solo scelgano uno giusto. Un giudizio su Ferrara? Non vi rispondo”.

“SCOMMESSE? SPERAVO IN PENE PESANTI. INVECE…” – Risponde senza tirarsi indietro, invece, quando si parla dei mali del calcio italiano. A partire dallo scandalo scommesse: “L’idea è brutta, siamo in difficoltà tutti. Speravo si potesse arrivare a punire pesantemente chi sbaglia e dare un esempio, poi vedo che non succede neanche quello e sono preoccupato che possa continuare questa situazione”. Meno rilevanti, forse, ma i guai riguardano anche la competitività sportiva delle nostre squadre. E anche in questo caso Zeman ha le idee chiare: “Penso manchino idee. Sicuramente il valore dei giocatori non è quello di una volta, quando l’Italia prendeva i migliori del mondo. Ma la qualità dei calciatori resta grande, forse è la mentalità delle squadre che non è grande”. Chissà che per cambiarla non basti riallacciare quel filo che lo lega alla Roma.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy