Zeman: “Voglio Insigne e Verratti a Roma se non servono a Pescara”

di Redazione, @forzaroma

(La Repubblica – F.Ferrazza) Dopo l´annuncio che allenerà la Roma, tra le pieghe del discorso di Zeman si può cominciare a leggere qualche strategia di mercato, in parte legata al Pescara.

«Se porterò con me qualche calciatore? Non credo, vorrei che il Pescara andasse avanti al meglio. Poi se qualcuno non gli dovesse servire e può invece essere utile a me (Ride ndr). Però la vedo difficile». Inevitabile che il pensiero vada a Verratti e Insigne.

«Sono ragazzi che hanno fatto un grande campionato. Per me hanno qualità, sono giovani e spero che si affermeranno nel grande calcio». Carriera che il boemo vorrebbe facessero a Roma, ipotesi che appare piuttosto complicata. Verratti dovrebbe restare un altro anno in Abruzzo, mentre il cartellino di Insigne è di proprietà del Napoli, che non sembra intenzionato a liberarsene per poco. Chissà che l´Insigne della Roma non possa essere quel Nico Lopez che continua a segnare nella Primavera. Arrivato a gennaio, l´uruguaiano classe ‘93, ha fatto centro anche ieri, giocando una grande prestazione, contro il Varese (gara vinta per 4-0), nella fase finale del campionato che potrebbe regalare il secondo scudetto consecutivo alla squadra di Alberto De Rossi.

Lopez sarà visionato da Zeman in queste ultime partite e, soprattutto, durante il ritiro estivo, che potrebbe decidere di centellinarlo facendolo girare tra Primavera e prima squadra. Sembra invece allontanarsi sempre di più Gago. La stampa spagnola lo dà di ritorno al Real Madrid, che poi gli cercherà un´altra destinazione.

 

È invece tornato a parlare Stekelenburg, dal ritiro dell´Olanda, dando la sensazione di essere un po´ freddo nei confronti delle scelte romaniste. «Zeman? Lo conosco solo di nome. Avrò modo di conoscerlo quando tornerà nella capitale. Scelsi la Roma, oltre perché è un grande club, anche perché c´era Luis Enrique, che voleva giocare all´attacco, come ero abituato all´Ajax. Il suo addio è stata una sorpresa». Critico con gli arbitraggi. «Sono sicuro che in Olanda non mi avrebbero espulso, certe situazioni andrebbero valutate meglio».

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